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Birba e Olivia devono tornare a casa, l’appello all’Asl Toscana Sud

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Birba, Olivia e i cuccioli chiedono di poter tornare a casa.

© Facebook @Michele Menchetti

La padrona del gatto morto di Lyssavirus ad Arezzo, non riesce più a sopportare l’assenza dei suoi animali e fa un appello all’Asl: «Sono passati tre mesi, adesso possono continuare la quarantena in casa».

Di Coryse Farina

Pubblicato il 18/09/20, 18:03

A fine giugno, la vicenda del gatto di Arezzo affetto da Lyssavirus aveva scosso tutto il paese. Trattandosi di una forma di rabbia molto grave e potenzialmente mortale, l’allarme è stato generale.

Sono state disposte ordinanze speciali: prima tra tutte il sequestro degli altri animali di Elisabetta di Benedetto.

Birba e Olivia in quarantena a casa

La prima ordinanza indetta dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli è stata quella di sequestrare e isolare Birba, Olivia e i cuccioli di quest’ultima in un canile specializzato con l’obbligo di ben sei mesi di quarantena.

Gli animali sono quindi stati separati dalla padrona e chiusi in delle gabbie. Questo cambiamento improvviso e radicale, è stato molto difficile da sopportare. Per la cagnolina Birba di quasi undici anni e per Olivia la gatta che aveva appena partorito, è stato un duro colpo considerando che entrambe, non si erano mai separate da Elisabetta.

Tuttavia, la donna non ha potuto opporsi alla legge.

 

Birba, Olivia e i cuccioli sequestrati da tre mesi, urge un intervento immediato. Una cagnolina, Birba, una gattina,...

Posted by Michele Menchetti on Tuesday, September 15, 2020

Un appello

A distanza di tre mesi, però, dato che nessuno dei cinque esemplari ha riscontrato alcun sintomo, Elisabetta fa un appello all’Asl Toscana Sud Est sollecitando il rilascio degli animali affinché possano terminare la quarantena in casa, senza dubbio un ambiente molto più familiare e confortevole di un canile.

Anche Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari, fa un appello al Governatore della regione:

«In considerazione degli spazi a disposizione della famiglia, e con una modalità di gestione degli animali che assicuri il rispetto della quarantena, sarebbe possibile alleviare lo stress e il disagio di Birba, di Olivia e dei suoi piccoli e proseguire in sicurezza il processo di osservazione sanitaria già intrapreso presso le strutture di accoglienza, animali che, come gli oltre 14 milioni di quattrozampe che vivono nelle case degli italiani sono da considerarsi membri a pieno titolo della loro famiglia».

Speriamo che la richiesta venga accolta e che Birba, Olivia e i cuccioli possano tornare a casa.