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Taglia le orecchie al suo Dobermann: la condanna esemplare

Dobermann dog-wow

Dobermann con le orecchie tagliate: condannato il padrone.

© Ufficio Stampa Oipa Italia

Un romano è stato denunciato per aver tagliato le orecchie al suo Dobermann. Arrivano i controlli dell'Oipa in tutta Italia.

Di Nina Segatori

Pubblicato il 08/10/20, 08:16

Le guardie zoofile dell'Oipa di Roma hanno denunciato un ragazzo romano che ha tagliato le orecchie al suo Dobermann per presentarlo a una gara di bellezza.

Ora non solo è stato condannato a 8 mesi di carcere, ma dovrà anche pagare le spese processuali. Questo perché tagliare le orecchie e la coda per fini estetici è una pratica illegale.

Documenti falsi

L'uomo aveva fatto tagliare le orecchie per motivi di salute, questo diceva il documento che ha presentato alle guardie zoofile, ma è stato presto scoperto che era stato tutto falsificato e che in realtà la pratica era stata inflitta solo "per bellezza".

«Il proprietario del cane ha esibito certificati veterinari che le nostre indagini di polizia giudiziaria hanno dimostrato essere falsi»,

ha spiegato Claudio Locuratolo, coordinatore provinciale delle guardie zoofile Oipa di Roma.

La scoperta è stata fatta durante l'operazione chiamata Dirty Beauty, messa in atto proprio per scovare chi avesse inflitto un tale supplizio a poveri cani partecipanti a una manifestazione canina.

«I molti controlli delle nostra guardie a livello nazionale hanno portato a oltre settanta denunce all'autorità giudiziaria, anche nei confronti di veterinari», ha aggiunto.

Pratica illegale e conseguenze

Quella del taglio della coda e delle orecchie dei cani di alcune razze a fini estetici è assolutamente illegale e le mutilazioni sono vietate dalla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia di Strasburgo del 13 novembre 1987.

Le mutilazioni di coda (caudotomia) e orecchie (conchectomia) configurano il reato di maltrattamento, che prevede fino a 18 mesi di reclusione e una multa fino a 30 mila euro.

Questo perché è una pratica molto dolorosa, che nessun cane merita che gli venga inflitta, solo perché il padrone vuole sfoggiarlo come fosse un trofeo.

Il romano denunciato dall'Oipa, quindi, può ritenersi fortunato, visto che la sua condanna è di "soli" 8 mesi.