Instagram

È Natale! Tanti buoni sconto per voi🎄

Pubblicità

Esiste il paradiso dei cani? Uno studioso prova a rispondere

cimitero per animali dog-cat-serious

Dalla metà del Novecento gli animali domestici sono considerati membri della famiglia.

© Shutterstock

L'analisi dei cimiteri per animali da compagnia da parte di un docente dell'Università di Newcastle ci mostra come è cambiata la relazione uomo-animale dalla fine dell'Ottocento.

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 01/11/20, 14:06

Sebbene gli animali da compagnia facciano parte della vita umana da migliaia di anni, la nostra relazione con loro è mutata nel corso del tempo, soprattutto la percezione che si ha di essi.

Recentemente, un docente dell’Università inglese di Newcastle, Eric Tourigny, ha condotto uno studio archeologico, pubblicato sulla rivista Antiquity, sulle lapidi dei cimiteri degli animali domestici britannici dal periodo vittoriano ad oggi, al fine di indagare meglio sullo sviluppo delle relazioni tra uomo e animali.

Lo studio sulle lapidi degli animali domestici

Eric Tourigny ha esaminato un migliaio di tombe nei cimiteri per gli animali domestici a Newcastle e Londra, a partire dall'apertura del primo cimitero pubblico per animali domestici nel 1881.

La sua analisi ha rivelato cambiamenti significativi, durante questo periodo, negli atteggiamenti dei padroni nei confronti dei loro animali domestici.

Le tombe più recenti, infatti, avevano maggiori riferimenti ai proprietari che si sono riuniti con i loro 4 zampe.

In particolare, Tourigny ha evidenziato due aspetti:

  • la percezione degli animali da compagnia come membri della famiglia
  • la credenza nell'Aldilà degli animali domestici.

Animali da compagnia visti come membri familiari

Se nel periodo vittoriano gli animali venivano spesso indicati come semplici animali d'affezione, in seguito sono stati sempre più percepiti come veri e propri membri della famiglia.

Alcuni proprietari, infatti, li hanno persino salutati firmandosi come "mamma" o "papà" o è aumentato l'utilizzo del cognome di famiglia sulle tombe degli animali domestici.

Parte di questa esitazione a riconoscere gli animali domestici come membri della famiglia poteva derivare dalle norme sociali di allora – per cui si riteneva inopportuno esprimere pubblicamente il dolore per la morte di un cane o di un gatto - nonché dai sentimenti personali nei confronti degli animali.

Col tempo, le usanze sono cambiate diventando meno rigide e formali.
 

Ll'Aldilà degli animali domestici

Un'altra tendenza documentata nella ricerca è stata una crescente credenza nell'aldilà degli animali domestici.

«Poche lapidi del XIX secolo fanno riferimento a un'Aldilà sebbene alcune esprimano la speranza di rivedere ancora gli animali amati», afferma Tourigny.

E continua:

«Dalla metà del XX secolo, invece, una percentuale maggiore di lapidi di animali suggerisce che i proprietari fossero in attesa di una riunione nell'altra vita».

Neanche la morte, quindi, potrà interrompere il forte legame che ci unisce con i nostri fedeli amici!