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I soldati italiani hanno un'importante missione in Kosovo

soldato e cane dog-cat-wow

I soldati italiani stanno aiutando i randagi in Kosovo.

© Ufficio stampa OIPA Italia

Quello che i militari italiani stanno facendo nelle zone di guerra come il Kosovo dimostra l'enorme cuore di chi vede randagi in difficoltà e non può ignorarli.

Di Nina Segatori

Pubblicato il 02/12/20, 14:15

Il cuore buono dei nostri soldati, stanziati nel Kosovo, sta salvando tantissimi randagi dimenticati da tutti e che hanno bisogno di maggiore considerazione.

Sembrano invisibili agli occhi della popolazione, martoriata dalla guerra, e delle autorità locali, ma grazie all'azione congiunta dei soldati, dell'Oipa e delle associazioni animaliste del posto, qualcosa si sta smuovendo.

Animali e guerra

Sono tantissimi i cani e i gatti che vagano senza cibo e aiuti e i soldati italiani di base a Belo Polje, oltre a monitorare lo sviluppo socio-economico del Paese e aiutare a mantenere sicurezza e stabilità per la popolazione del Kosovo, hanno preso a cuore la sorte degli animali.

Così, in sinergia con le associazioni animaliste locali e internazionali, tra cui Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), hanno cominciato a monitorare la situazione.

Il risultato è stato una scarsa sensibilizzazione della popolazione e indisponibilità da parte delle autorità locali di mettere a disposizione fondi e mezzi per affrontare il problema.

Un aiuto concreto

Il team LMT K14 della Kfor dell’Esercito Italiano si è impegnato a far comprendere alle autorità delle municipalità di Decane e Junik, la gravità della mancanza di programmi vaccinali e sterilizzazioni.

«Le amministrazioni locali si sono mostrate disponibili e aperte al confronto con i nostri militari e hanno chiesto supporto nella messa a punto di un progetto a lungo termine che possa fronteggiare il fenomeno», ha spiegato  Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia.

Così, ora si pensa a un piano dilazionato nel tempo che possa effettivamente risolvere il problema.

Nel frattempo però, i soldati hanno donato fondi «a un consorzio di veterinari locali per incentivare le sterilizzazioni e le vaccinazioni dei randagi nelle due municipalità», ha aggiunto Comparotto.

Il tutto grazie all'aiuto e ai finanziamenti elargiti dal Ministero della Difesa italiano. Già 30 cani sono stati sterilizzati e vaccinati e tanto altro sarà fatto, ma già solo aver sollevato il problema è un gesto encomiabile da parte dei nostri soldati.