Cerchi cibo per i tuoi pet? Clicca qui

Pubblicità

Ricca e inaspettata eredità per i gatti dell'Ermitage

gatto in strada cat-wow

I gatti dell'Ermitage hanno ricevuto una ricca eredità.

© Facebook @Alessandro Maria Domenico Goretti

Un gesto inaspettato e bellissimo, quello di un ricco francese che ha lasciato una parte della sua imponente eredità ai gatti dell'Ermitage.

Di Nina Segatori

Pubblicato il 24/12/20, 10:55, aggiornato il 08/02/21, 15:38

Grande è l'importanza dei gatti che vivono all'Ermitage, l'ex palazzo degli Zar a San Pietroburgo, in Russia, tanto che un ricco francese ha lasciato proprio a loro la sua eredità.

Non è dato sapere a quanto ammonti la somma, ma sicuramente il gesto dimostra il valore che per chi ama i gatti, possano avere questi felini "difensori" dell'arte.

Un'eredità a sopresa

A raccontare l'accaduto ai media russi è stato il direttore dell'Ermitage, Mijail Piotrovski, che non si aspettava di ricevere qualcosa del genere.

«Naturalmente, spenderemo tutti i soldi per allevare i gatti, creare habitat confortevoli per loro, migliorare le condizioni. Facciamo un elenco di bisogni per i gatti. Per i gatti dell'Ermitage, sono stati riservati posti meravigliosi negli scantinati, ma non ci sono abbastanza riparazioni lì. Vorrei che questo importo fosse speso per la costruzione un ambiente idoneo».

Quel che si sa è che il ricco benefattore abbia voluto includere nel suo testamento anche i felini che difendono ogni giorno dall'attacco dei topi le opere d'arte dell'importante Museo russo.

L'eredità è stata divisa in tre quote: una alla famiglia, una ad un'organizzazione ambientalista e la terza ai circa 70 gattoni dell'Ermitage.

I gatti dell'Ermitage

La fama di questi mici "guardiani" è mondiale e in Russia sono una vera e propria istituzione. Da sempre cacciano i topi, che senza di loro infesterebbero il Museo. La loro utilità è ben più che testata.

Negli anni sessanta, infatti, vennero sfrattati perché l'amministrazione di quell'epoca decise di ricorrere a metodi chimici per eliminare i roditori che mettevano a rischio le opere d'arte.

Ma non funzionò e il Museo fu infestato dai topi. Così i gatti vennero reintrodotti e gli vennero riconosciuti non solo l'importanza, ma anche addirittura una sorta di carta d'identità e un ruolo ben preciso. Nonché una giornata nazionale a loro dedicata.

Anche se in passato era possibile vederli gironzolare tra le statue e le opere, ora vivono nelle grandi cantine dell'Ermitage e sono considerati delle vere e proprie "guardie reali" a 4 zampe.

 

Una signora francese ha lasciato in eredità ai gatti una piccola eredità. Il direttore dell'Ermitage di San Pietroburgo,...

Posted by Alessandro Maria Domenico Goretti on Thursday, December 3, 2020