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Licenziato, va in carcere piuttosto che ridare il cane alla ditta

Un’azienda ha portato in tribunale un suo ex dipendente perché si rifiuta di restituire il cane della ditta.

Di Francesca Discepoli

Pubblicato il 07/02/21, 10:33, aggiornato il 08/02/21, 15:38

Barry Myrick, 37 anni, è il fortunato papà di Roxy, una cagnetta incrocio di Pitbull dal fiuto formidabile.

Per 4 anni, Barry ha ispezionato con Roxy locali e proprietà per conto della ditta per la quale lavorava prima di essere licenziato nel marzo scorso.

L’azienda ha pagato tutte le spese che riguardano Roxy

La ditta M & M si è occupata di pagare il cibo e le spese veterinarie di Roxy, ma la cagnetta viveva con Barry e la moglie Joana. Barry l'aveva recuperata in un centro per l'addestramento di cani in Florida. La società si era incaricata di pagare anche il suo addestramento.

I due sono inseparabili: Barry considera Roxy come un membro della famiglia, anzi addirittura come una figlia.

La situazione ha preso una brutta piega quando, poco dopo l’inizio della pandemia, il giovane ha rifiutato la proposta di un cambiamento di posto, perché questo avrebbe significato non lavorare più con Roxy.

Ha consegnato la vettura, la carta di credito e l'equipaggiamento ma non la sua cagnetta, anche perché il suo responsabile gli avrebbe detto: «Ti tieni Roxy, vero?».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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In prigione per salvare il suo cane

Nel mese di giugno, l’azienda ha inviato una lettera a Barry domandandogli di restituire «la proprietà della società», cioè Roxy.

Quando Barry ha rifiutato di farlo, la M & M ha avviato una serie di procedure giudiziarie indicando che Roxy era stata rubata.

Barry si è fatto 15 ore di prigione durante le quali ha condiviso la cella con altre 20 persone, un’esperienza traumatizzante.

Ha riconosciuto di aver firmato un contratto in cui era precisato che avrebbe dovuto restituire Roxy alla fine del suo contratto, ma ha indicato che non lo avrebbe fatto perché nessuno glielo ha chiesto il giorno in cui se n'è andato.

Per il momento un giudice specializzato in casi di affidamento di bambini permette a Barry di tenere Roxy fino al termine del processo.

L’avvocato della ditta ha precisato che M & M non poteva fare al loro ex dipendente «un regalo» che era costato 15 000 dollari per l’addestramento. Da parte sua Barry insiste sul fatto che Roxy è affezionatissima a lui e che vivrebbe malissimo un cambiamento di padrone.

È stata organizzata una raccolta di fondi per aiutare Barry nel caso dovesse pagare le spese di rimborso per l’addestramento della cagnetta e quindi poter tenere con lui Roxy per sempre.