Cosa mettere nella ciotola dei cani?🐶

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Cani che fiutano il Covid-19: lo studio del Campus Bio-Medico di Roma

cane anti covid dog-wow

Uno studio testa il fiuto dei cani contro il Covid-19.

© Facebook @BLS-D Academy

Il Campus Bio - Medico di Roma sta per avviare uno studio importantissimo: capire se un cane addestrato può davvero riconoscere un paziente con il Covid-19.

Di Nina Segatori

Pubblicato il 30/03/21, 13:35

Uno studio sviluppato al Campus Bio- Medico di Roma testerà la possibilità effettiva di riuscire a individuare la presenza di Covid-19 all'interno dell'organismo di una persona, grazie al fiuto di cani addestrati. 

A spiegarne l'importanza è l'epidemiologo molecolare del Campus, Massimo Ciccozzi, mettendo l'accento sugli incredibili vantaggi che si potrebbero avere se lo studio avesse esito positivo.

Lo studio

Il progetto di ricerca è partito a il Drive-in Campus test del Policlinico e prevede una prima fase di sperimentazione che durerà circa 2 mesi, in cui cani verranno addestrati al riconoscimento del Coronavirus.

Il mese e mezzo successivo, poi, si passerà alla fase due della sperimentazione in cui verranno raccolti i test dei pazienti volontari che effttuano il tampone al Drive-In della struttura ospedaliera universitaria.

Sarà raccolto un campione di sudore di oltre 1000 pazienti, attraverso una garza che poi verrà inserita in un contenitore con un numero identificativo. All'interno di un container creato ad hoc per questo progetto, il cane annuserà i campioni per dare in maniera immediata un responso.

Tutto questo lavoro verrà svolto in contemporanea con quello del Laboratorio analisi del Policlinico, che eseguirà il test molecolare del tampone nasofaringeo dello stesso paziente, registrandone il risultato. Anonimamente.

«Il nostro studio rappresenta il primo esempio di una collaborazione tra ricerca in laboratorio e sperimentazione sul campo. Grazie alle possibilità offerte contemporaneamente dall'attività del Drive-in Campus test e del Laboratorio Analisi possiamo lavorare in presa diretta con i cani e verificare scientificamente le nostre ipotesi», ha spiegato la professoressa Silvia Angeletti, direttore dell'Unità Laboratorio analisi del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e coordinatrice del progetto.

I cani anti Covid

A rendere tutto questo possibile è anche la collaborazione al progetto della NGS Srl, che addestra cani anti esplosivo e impiegati per la sicurezza nei grandi eventi. L'addestramento al rilevamento del Covid-19 delle unità cinofile comincerà ad aprile, come ha spiegato Massimiliano Macera, amministratore delegato di NGS:

«Stiamo addestrando i nostri cani a riconoscere la presenza del Covid-19 nei campioni raccolti presso il Covid Center All'interno del container verranno sottoposte al cane alcune scatole appositamente studiate all'interno delle quali ci saranno i campioni da processare. Per esercitarsi a sviluppare la sensibilità al virus il cane passa in rassegna le scatole metalliche e quando rilevera' la presenza del Covid-19 lo segnalera' precisamente ma con discrezione e riceverà un premio.»

Un grande progetto che se dovesse dare esito positivo rappresenterebbe un grandissimo passo verso il ritorno alla normalità. Basti pensare ai grandi eventi, ai concerti, ma anche solo agli ingressi nelle scuole, dove poter individuare un asintomatico, grazie al fiuto dei cani, sarebbe preziosissimo.