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Indagine Legambiente: rapporti tra Comuni italiani e animali

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Rapporto "Animali in città".

© Twitter @Legambiente Onlus

I dati italiani parlano chiaro: ci sono pochi servizi dedicati ai diritti degli animali, troppi esemplari nei canili e scarse regolamentazioni.

Di Coryse Farina

Pubblicato il 14/04/21, 16:18

Dall’indagine portata a termine da Legambiente e pubblicata nella IX edizione di “Animali in città”, emergono dati poco incoraggianti.

Lo studio basato sui dati del 2019 e che ha coinvolto 46 aziende sanitarie e 1.069 amministrazioni comunali offre un quadro completo dei rapporti esistenti tra comuni italiani e la salvaguardia degli animali.

Pochi servizi

Secondo quanto riportato dall’indagine Legambiente solo il 69,5% dei Comuni presi in esame dichiara di avere uno sportello, un servizio o un ufficio dedicato esclusivamente ai diritti degli animali.

Inoltre solo il 15,7% di essi (solo 1 su 7) raggiunge il punteggio necessario affinché il servizio venga definito ottimale. Tra le città con i migliori sportelli ci sono Prato, Bergamo e Modena.

Troppi animali nei canili e poca comunicazione

Risultati ancor meno incoraggianti quelli riguardanti il numero di esemplari nei canili e nel paese.

Secondo quanto riportato dalle aziende sanitarie, il territorio conta 226 canili in attività con 36.766 posti disponibili. Tuttavia, il numero di animali ospitati supera di 2,5 volte il limite massimo (nel 2019 le strutture ospitavano ben 92.371 cani).

Ad aggiungersi al sovraffollamento dei cani nei canili, vi è anche un manco di comunicazione tra i Comuni e l’anagrafe del proprio territorio. Solo il 36,1% dei Comuni conosce il numero esatto degli animali iscritti e quindi può provvedere con misure appropriate in caso di bisogno.

Sulla base delle anagrafi più complete, si stima che il numero di cani presenti sul territorio a fine 2019 si aggiri tra i 19 e i 30 milioni.

Scarsità di regolamentazioni

Secondo il rapporto Legambiente, solo il 35% dei Comuni esaminati possiede un regolamento per la corretta detenzione degli animali in città.

Un comune su 10 dichiara regolamentazioni sull’accesso degli animali nei locali pubblici e solo il 14,9% l’accesso alle spiagge.

 Anche la monitorizzazione delle colonie di randagi non viene tenuta sotto controllo. Solo il 29,7% dei Comuni, infatti, sorveglia gli animali liberi (il 67,4% al sud e nelle Isole, il 4,2% al Centro ed il 28,4% al Nord).

Utilizzo dei fondi

Nel 2019 sono stati spesi complessivamente 228.682.640 euro (+3,6% rispetto all'anno precedente), tuttavia solo l’1% degli 11 Comuni presi in esame, raggiunge una performance eccellente nel rapporto tra risorse spese e risultati ottenuti. 

Insomma, nonostante in molti Comuni italiani le cose funzionano come dovrebbero, la strada per tutti gli altri è ancora molto lunga