I pet fanno bene davvero? Rispondi!

Pubblicità

I 4 tipi di cani che cercano di più il contatto visivo rispetto agli altri

uomo-e-carlino-si-guardano-negli-occhi dog-serious

Secondo una nuova ricerca ungherese, quattro caratteristiche dei cani influenzano la loro capacità di stabilire un contatto visivo con l'uomo.

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 03/05/21, 14:15, aggiornato il 23/06/21, 17:02

Il contatto visivo svolge un ruolo fondamentale nella comunicazione e nelle relazioni umane. Quando ci guardiamo negli occhi, dimostriamo che prestiamo attenzione gli uni agli altri.

Questo vale anche per i nostri amici a quattro zampe. I cani sono in effetti molto attenti agli sguardi scambiati con il loro padrone, questo perché ciò gli consente di capire quando ci si rivolge a loro, di comunicare determinate sensazioni, stabilire una connessione e costruire infine una relazione. Elementi fondamentali anche per rafforzare il legame cane-padrone.

Ma non tutte le razze di cani sono predisposte allo scambio di sguardi con il loro essere umano preferito.

Secondo una recente ricerca condotta da etologi ungheresi, almeno quattro caratteristiche canine influenzano la capacità di Fido di stabilire un contatto visivo con gli esseri umani.

I 4 tipi di cani più inclini al contatto visivo con gli umani

Lo studio, intitolato Shorter headed dogs, visually cooperative breeds, younger and playful dogs form eye contact faster with an unfamiliar human, è stato pubblicato sul sito nature.com e mette in luce i quattro tratti principali che rendono un cane più propenso a guardarci negli occhi.

Ecco quindi quali sono i tipi di cani maggiormente inclini a stabilire tale contatto visivo:

  1. i cani dal muso corto (detti anche cani brachicefali),
  2. quelli cooperativi,
  3. i cani giovani,
  4. gli esemplari giocherelloni.

In linea generale sono quindi il carattere, l'età, la specie e lo scopo per cui è stata selezionata la razza che incidono sulla propensione al contatto visivo con noi umani.

Gli esperimenti su 130 cani

A tal proposito, il dipartimento di etologia dell'Università Loránd Eötvös, in Ungheria, ha analizzato il comportamento di 130 cani.

Durante l'esperimento, della durata di cinque minuti per animale, una delle ricercatrici rimaneva immobile fin quando uno dei cani di turno non la guardava negli occhi. Se accadeva, gli dava una ricompensa sottoforma di piccolo spuntino.

I risultati

I risultati sono stati misurati tenendo conto della velocità e della frequenza del contatto visivo con la donna.

Ne è conseguito che i cani dal muso corto erano i più veloci a guardare negli occhi la ricercatrice. Infatti, come spiega la stessa autrice principale dello studio, Zsófia Bognár, ciò è probabilmente dovuto alla forma dei loro occhi.

I cani dal muso corto

In particolare, «il Boxer, il Bulldog, il Carlino e i cani dal naso camuso hanno un'area centrale più pronunciata nella retina, quindi possono rispondere meglio agli stimoli nel campo centrale, che può rendere più facile per loro stabilire il contatto visivo con gli umani», afferma Bognár.

cani dal muso lungo, invece, hanno una visione più ampia e quindi tendono a farsi distrarre più facilmente da stimoli periferici.

Il carattere e l'età dei cani

Il temperamento dell'animale ha influito anch'esso nei risultati dell'esperimento. Le razze canine selezionate dall'uomo per funzioni specifiche, come i cani collaborativi (ad esempio i cani da pastore), si sono dimostrate più rapide ad instaurare il contatto visivo rispetto agli esemplari abituati a ricevere ordini vocali (come i cani da slitta) o a cacciare, più che a guardare negli occhi il padrone.

Inoltre, i cani dall'indole giocherellona e gli esemplari più giovani cercavano più velocemente il contatto visivo, rispetto ai cani anziani, che hanno avuto difficoltà a controllare la loro attenzione. Questo perché erano «più lenti a passare dal mangiare al guardare in faccia lo sperimentatore», ha sottolineato il dottor Eniko Kubinyi, coautore dello studio.

Tale fatica nel focalizzare l'attenzione sul volto dei ricercatori è tuttavia una conseguenza naturale dell'invecchiamento e dell'avanzamento dell'età.

Uno studio molto interessante che ci permette di capire di più i nostri amici animali.