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Dirty Beauty: il progetto dell'Oipa per i cani vittime di ingiustizie

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L'operazione "Dirty Beauty" dell'Oipa ha ancora una volta contribuito a punire i colpevoli.

© Ufficio stampa Oipa

Dopo aver tagliato coda e orecchie al suo Cane Corso, è stato condannato a una pena severa. Questo soprattutto grazie al progetto dell'Oipa "Dirty Beauty".

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 18/05/21, 07:59

Nel 2017, per fini meramente estetici, il proprietario di un Cane Corso ha tagliato sia le orecchie che la coda al suo fedele compagno.

Il 64enne romano aveva poi portato il suo cane a un'esposizione canina a Roma e l'animale aveva attirato l'attenzione degli agenti Oipa, impegnati da tanti anni a controllare questo tipo di manifestazioni dove spesso partecipano molossoidi mutilati a causa di “standard di bellezza” ormai vietati.

Per fare ammettere il povero cagnolino alla manifestazione era stato esibito un certificato veterinario che giustificava la mutilazione per motivi di salute dell’animale. In seguito, le indagini della polizia giudiziaria svolte dalle guardie zoofile hanno accertato che il documento era falso.

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 L'operazione "Dirty Beauty" dell'Oipa dà i suoi frutti

Nell’ambito dell’operazione "Dirty Beauty" ("bellezza sporca" in italiano) dell'Oipa, l'uomo, colpevole dei reati di caudotomia e conchectomia - rispettivamente mutilazioni di coda e di orecchie -, è stato condannato a otto mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali.

Le mutilazioni di coda e orecchie rientrano nei reati di maltrattamento che prevedono fino a 18 mesi di reclusione e una multa fino a 30 mila euro.

Questa condanna è già la terza portata a buon fine dalle guardie zoofile dell'Organizzazione internazionale protezione animali in soli sette mesi.

«I molti controlli delle nostra guardie zoofile a livello nazionale hanno portato a oltre ottanta denunce all’autorità giudiziaria, anche nei confronti di veterinari. Questa è soltanto l’ennesima condanna ottenuta e siamo certi che ne arriveranno molte altre».

Questo quanto affermato da Claudio Locuratolo, coordinatore provinciale delle guardie zoofile Oipa di Roma e provincia.

«Le pronunce dei Tribunali su nostre denunce stanno mettendo fine a questa pratica crudele e illegale e, grazie all'attività di repressione di questi reati, il fenomeno è in netta diminuzione».

«Le federazioni nazionali ed internazionali per la cinofilia dovrebbero assumere posizioni più severe ed escludere dalle manifestazioni cani mutilati. Inoltre, gli Ordini dei medici veterinari dovrebbero essere meno indulgenti nei confronti dei propri iscritti», conclude Claudio Locuratolo.