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Perché i gatti amano le scatole (anche se sono immaginarie)?

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Forse svelato il mistero per cui i gatti amano le scatole!

© Kmsh / Shutterstock

Ogni volta che un gatto entra in una scatola o si mette nel quadrato delimitato dalle linee delle mattonelle del pavimento, c'è una ragione.

Di Francesca Discepoli

Pubblicato il 21/05/21, 18:17

I gatti non sanno resistere alle scatole, questo è risaputo. Lo stesso accade con le figure sul pavimento segnate da linee, corde o nastri che simulano un quadrato. Questo non è casuale.

Secondo uno studio americano pubblicato nella Applied Animal Behaviour Science (AAPS), c'è proprio una spiegazione scientifica.

Il lavoro, guidato da Gabriella Smith, etologa cognitiva della City University di New York, ha preso come riferimento quegli spazi chiusi, delimitati ed esigui rispetto alle loro dimensioni che i gatti amano particolarmente per studiare e misurare la loro capacità visiva.

Test e risultati

Lo studio è stato chiamato If I fits, I sits e ha coinvolto 30 gatti ai quali sono state date tre opzioni: un quadrato disegnato col nastro adesivo sul pavimento, un quadrato Kanizsa (figura di illusione ottica) e un altro quadrato Kanizsa con la sagoma confusa.

In questo modo, gli studiosi hanno osservato che i gatti erano in grado di identificare i contorni espliciti di una figura. Ma non solo, erano anche in grado di fare le associazioni mentali necessarie per identificare sagome incomplete, come nel caso dei quadrati di Kanizsa. 

In altre parole, i gatti si sono seduti sia nell'area delimitata dal nastro che in quella illusoria ma dagli elementi ben ordinati del quadrato di Kanizsa. Cioè, sono stati in grado di identificare e di completare mentalmente la figura di un quadrato non completamente disegnata.

Ragioni possibili

Precedentemente altri studi avevano sostenuto che questo comportamento era dovuto alla ricerca di sicurezza del gatto. Per Gabriella Smith, invece, tale modo di agire potrebbe essere dovuto alla loro visione e alla loro comprensione dello spazio.

«La loro visione è progettata per la distanza e la velocità, per vedere un topo che corre attraverso un campo. Da vicino, a 20 o 30 centimetri dal loro muso, sono praticamente ciechi», ha giustificato l'etologa.

Questo lascia intendere che potrebbe trattarsi di un metodo di orientamento.