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Lo studio sull'interazione dei cuccioli di cane dalla nascita

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La ricerca americana svela importanti scoperte.

© Trendsetter Images / Shutterstock

Secondo una recente ricerca americana, i cuccioli di cane sono pronti a interagire con le persone dalla nascita. Ecco spiegato come e perché.

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 09/06/21, 07:55

Se la loro carineria è innegabile, uno studio recente dimostra che i cuccioli sarebbero pronti a comunicare con noi quasi dalla nascita.

Lo conferma Emily Bray, ricercatrice post-dottorato presso l'Arizona Canine Cognition Center della School of Anthropology dell'Università dell'Arizona, Stati Uniti.

Questo scambio sociale avverrebbe soprattutto attraverso lo sguardo, e senza necessariamente aver beneficiato di un'esperienza approfondita con le persone, precisa Emily Bray.

Lo studio dei cani da assistenza

La ricercatrice ha studiato lo sviluppo dei cani guida negli ultimi dieci anni in collaborazione con Canine Companions, un'organizzazione senza scopo di lucro che regala cani ad adulti, bambini e veterani con disabilità fisiche o cognitive.

Poiché i cani da assistenza sono spesso di razze note e antiche, sono ottimi esempi per la ricerca. Ciò ha inoltre consentito ai ricercatori di determinare l'influenza della genetica sul comportamento del cane in relazione all'ambiente e all'addestramento.

Le capacità di contatto visivo dei cuccioli

I risultati dello studio sono stati pubblicati giovedì 3 giugno sulla rivista Current Biology. Ha coinvolto 375 Labrador Retriever di circa 8 settimane di vita che vivono ancora con la madre e i fratelli.

Tra i test effettuati, si trattava principalmente di stabilire il contatto visivo con il ricercatore, di seguire un gesto della mano e gli occhi del ricercatore che nascondeva un bocconcino sotto una delle tazze. 

«Sappiamo che i cani adulti sono bravi in ​​questi compiti», spiega la Bray. Ma quando questo ha inizio? Ci vogliono diversi anni per osservare e interagire con gli umani, o questa capacità è innata? Queste sono le domande che interessano gli scienziati.

I cuccioli erano "molto bravi" a seguire i segnali visivi e al primo tentativo la maggior parte (70%) guardava direttamente la tazza in cui era nascosto il bocconcino, ma non avevano mai imparato a farlo.

Per la ricercatrice, questa capacità è dovuta in gran parte ai loro geni: «Questa è la prima prova diretta che esiste una base genetica».

La "vocina da bebè" funziona anche con i cuccioli

Per incoraggiare i cuccioli a seguire i loro suggerimenti, i ricercatori hanno parlato loro con una voce acuta, un'intonazione più forte e un ritmo più lento, come fanno naturalmente le mamme umane con i loro bambini.

Gli studi hanno dimostrato che questo modo di parlare ai bambini stimola loro lo sviluppo della parola e del linguaggio. Più sorprendentemente, sembrerebbe che funzioni anche su cuccioli e cani.

Inoltre, non è raro sentire dei padroni parlare con il loro cane in questo modo. E hanno ragione!

La performance sociale del cane migliora man mano che cresce

Ovviamente, non tutti i cuccioli erano così reattivi, come spiega Emily Bray: «Alcuni cuccioli fissavano gli occhi dell'umano, altri dormivano in un angolo come se non gli importasse».

Tuttavia, riguardo i 160 cuccioli che il team ha seguito fino all'età adulta e testato nuovamente sugli stessi compiti, «le prestazioni sono migliorate con l'età, specialmente in ambiti come il controllo degli impulsi e i segnali sociali», spiega Bray, e continua: «Possono farlo quando sono giovani, ma lo fanno ancora meglio da adulti».

Questi risultati consentiranno al team della ricercatrice di rendere più efficace ed efficiente il processo di selezione e formazione dei cani da assistenza.

«Ad esempio, la volontà di un cucciolo di stabilire e mantenere il contatto visivo è predittiva della sua crescita per diventare un cane guida di successo», afferma.