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Stop alla catena per legare il cane: ora è vietato in 3 regioni

cagnolino bianco e marrone legato a una catena dog-serious

Cane incatenato: pratica vergognosa da abolire.

© nittaya12122508 / Shutterstock

Catene e collari a strozzo per legare i cani. Ora sono tre le Regioni in Italia in cui questa pratica crudele è vietata per legge.

 

Di Francesca Discepoli

Pubblicato il 03/09/21, 12:54

Una terza regione si affianca a Umbria e Campania, nel vietare per legge l'utilizzo della catena e del collare a strozzo per legare i cani.

Una vittoria importante per le associazioni animaliste impegnate affinché vengano adottate normative su scala nazionale per porre fine a questa usanza arcaica e barbara, purtroppo molto diffusa in Italia.

Anche il Lazio vieta le catene per i cani

La Regione Lazio si unisce alle altre due regioni italiane, Umbria e Campania, e vieta per legge l'uso di catene e collari a strozzo per tenere gli animali. 

Chi trasgredisce la legge va incontro ad una multa che può arrivare fino a 2500 euro.

Solo una deroga è contemplata dalla legge: è permesso legare gli animali solo per motivi di salute, ad esempio dopo un'operazione chirurgica, previo il certificato del medico veterinario.

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Ad eccezione di Umbria Campania e Lazio, nel resto dell'Italia la situazione è molto diversificata: in Liguria, Sicilia e Basilicata non esiste nessuna regolamentazione, mentre in Puglia, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Abruzzo è vietata la catena, ma con alcune eccezioni poco chiare.

Obiettivo: una sola legge nazionale

Negli ultimi anni diverse associazioni che si occupano della protezione degli animali sono scese in campo per attirare l’attenzione su questo problema.

E la loro lotta sta dando i suoi frutti: il numero delle Regioni che aderiscono a questo divieto aumenta di numero dimostrando che si stanno facendo passi importanti per garantire una maggiore tutela degli animali.

Le associazioni animaliste però rivendicano una normativa a livello nazionale che riesca a vietare questa pratica in tutta Italia, prendendo esempio da Paesi più avanzati in questo campo, come Svezia e Austria.