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E se la pandemia avesse aiutato gli animali da compagnia?

Gatto affettuoso con il cane dog-cat-serious

Non per tutti, forse, il Covid-19 è stato qualcosa di negativo.

© Bogdan Sonjachnyj / Shutterstock

L'indagine condotta da Assalco e Wamiz ha dimostrato come durante il Covid-19 nelle famiglie italiane si sia aggiunto un pet.

Di Grazia Fontana

Pubblicato il 07/10/21, 12:30

Secondo una ricerca commissionata da Assalco per Wamiz, con il Covid-19 è aumentata la presenza di animali da compagnia nelle case degli italiani.

Il 32,8% degli intervistati, infatti, dichiara di aver preso un pet nell'ultimo anno e mezzo, periodo dunque che coincide con la pandemia da Coronavirus.

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Chi sono i nuovi proprietari?

L'81,3% dei nuovi proprietari è composto da donne, in una fascia di età che va prevalentemente dai 45 ai 54 anni (27,1%). La maggior parte, poi è residente al Nord Italia (57,5%) in piccole cittadine di meno di 40.000 abitanti.

Le nuove pet family, poi, vivono in appartamento (53,9%), ma sono composte da sole 2 persone. Poche, infatti, sono le famiglie con bambini che dichiarano di aver adottato un animale da compagnia nell'ultimo anno (19,4%).

Chi sono gli animali da compagnia degli italiani?

Tra gli intervistati, è emersa una prevalenza di proprietari di cani (67,7%), ma tra questi molti sono anche possessori di un gatto, infatti la percentuale di chi ha almeno un felino in casa sale al 60,3%, segnale che sempre più Fido e Micio possono convivere nelle case degli italiani.

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Ma non solo cani e gatti: tra questa parte della popolazione abbiamo anche chi ha in casa pesci (8,1%), conigli (5,8%), roditori (3,9%), ma anche, a pari merito, uccelli e rettili (3,6%).

«In un periodo complicato come quello che affrontiamo da un anno e mezzo è incoraggiante che il rapporto uomo – animale da compagnia resista e in molti casi ne esca rafforzato», commenta Gianmarco Ferrari, Presidente Assalco.

E continua:

«La ricerca commissionata a Wamiz.it conferma l'elevato interesse e la forte attenzione degli italiani verso gli animali da compagnia. Questa consapevolezza - aggiunge Ferrari - rende ancora più stridente il fatto che in Italia si continui ad applicare l’aliquota IVA al 22% al pet food e alle prestazioni veterinarie, la stessa dei beni di lusso. Auspichiamo si possa al più presto alleggerire il pesante carico fiscale che grava sulle famiglie italiane che convivono con i pet».

Appuntamento dal 10 al 12 novembre a BolognaFiere per la presentazione del rapporto ufficiale Assalco-Zoomark in occasione di Zoomark International.