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Pistoia: massimo della pena per l’uomo che uccise il cane della fidanzata

cane triste sull'asfalto dog-serious

Il Tribunale di Pistoia ha decretato il massimo della pena per l'uomo.

© MolnarSzabolcsErdely / Pixabay

L’uomo che nel 2015 aveva ucciso la cagnolina della sua fidanzata è stato condannato a 18 mesi di reclusione.

Di Anna Paola Bellini

Pubblicato il

Nel maggio 2015 a Pescia, in provincia di Pistoia (Toscana), Gaetano Foco, 32 anni, aveva seviziato e ucciso Pilù, la cagnolina della sua ex fidanzata.

La denuncia per il fatto è arrivata nell’ottobre del 2016 e la sentenza del Tribunale di Pistoia è stata stabilita il 9 giugno 2022.

Il fatto

Nel maggio 2015, Gaetano Foco ha seviziato e ucciso la cagnolina Pilù, un Pincher nano appartenente alla ex fidanzata.

Un anno dopo, nell’ottobre del 2016, Foco stesso aveva dichiarato in un video (condiviso sui social) di essere il responsabile delle sevizie e della morte dell’animale.

Nelle riprese in questione venivano anche mostrate le torture fatte all’animale.

L’orribile gesto era diretto a ferire moralmente l’ex compagna.

La sentenza

Ad anni di distanza l’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), Parte Civile nel processo contro Foco, ha emanato un comunicato stampa in cui comunica la sentenza:

«Condannato l’uomo che seviziò e uccise la cagnolina Pilù della ex fidanzata, a 18 mesi e al risarcimento da liquidarsi in sede civile oltre che alla rifusione delle spese processuali».

Le parole del presidente dell’Oipa

A questa notizia si accompagna il commento del presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto che vuole sottolineare la necessità di una riforma del Codice penale in tema di maltrattamento animale.

«Gli animali devono essere considerati esseri viventi suscettibili di tutela diretta e non più indiretta solo perché oggetto del sentimento di pietà nutrito dagli esseri umani verso di loro» - dichiara Comparotto.

«Purtroppo ancora non hanno una copertura legislativa diretta non essendo loro riconosciuta soggettività giuridica. Tra l’altro, studi scientifici attestano la correlazione tra la crudeltà sugli animali e la più generale pericolosità sociale di chi la commette», aggiunge.

Il PM (Pubblico Ministero), infatti aveva richiesto una condanna di 2 anni e 3 mesi, per maltrattamenti (articolo 544 del codice penale) e riconoscimento delle aggravanti: la morte dell’animale come conseguenza del reato al quale si deve aggiungere anche il fatto di aver filmato le torture e aver diffuso il video.

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