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I cani possono fiutare la malaria? La risposta della scienza

Naso di un cane in primo piano
© Pixabay

Che i cani potessero fiutare esplosivi e droghe era ormai assodato. Grazie all’addestramento però è possibile anche che i cani fiutino la malaria.

Di Anna Paola Bellini, 31 ott 2018

Sapevamo che i cani possono fiutare negli esseri umani i segni di alcuni tipi di cancro e il rischio di coma diabetico. Dei ricercatori sembrano riusciti ad addestrarne alcuni a riconoscere la malaria nei bambini, che non manifestano ancora i sintomi, semplicemente grazie ai calzini. 

L’esperimento

I cani hanno ancora una volta saputo dimostrare la loro stupefacente capacità di fiutare. Questa volta identificando dei casi di malaria aiutando, o in alcuni casi rimpiazzando, delle analisi più lunghe e costose. Dei ricercatori del Regno Unito e degli esperti dell’ONG Medical Detenction Dogs hanno fatto un esperimento: un gruppo di cani è stato addestrato ad immobilizzarsi completamente quando fiutano un calzino portato da un paziente contaminato. I risultati di questo studio sono stati presentati alla conferenza annuale della società americana di medicina tropicale a New Orleans (Luisiana).

I calzini provenivano da alcuni bambini gambiani, tra i quali figuravano dei casi di malaria che non avevano ancora manifestato i segni della patologia. I cani, dopo l’addestramento, sono riusciti a reperire il 70% dei calzini infetti dal parassita. Lo scopo di questa nuova tecnica è di avere un test rapido, non invasivo e molto economico per individuare la malattia. I ricercatori pensano che la loro tecnica possa essere migliorata e resa più precisa con l’addestramento e l’allenamento dei cani. 

I numeri della malattia

La malaria resta ancora oggi una delle malattie più pericolose del mondo. Secondo il Rapporto mondiale sulla malaria edito nel 2016 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2015 ci sono stati nel mondo 429.000 decessi a causa della malattia. Questa cifra sarebbe rimasta invariata nel corso degli ultimi anni. L’impiego di cani addestrati a riconoscere il parassita permetterebbe di accorciare i tempi di diagnosi della malattia, mettendo in pratica un intervento più tempestivo e cercando di gestire al meglio la contaminazione.