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Gatti vegani? No, grazie!

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Nel Regno Unito si rischia ormai una multa se si sceglie una dieta vegana per i gatti.

© Pixabay

Nel Regno Unito, i proprietari di gatti sono stati avvisati che potrebbero rischiare di infrangere la legge se costringono i loro animali al veganismo.

Di Anna Paola Bellini, 1 nov 2019

Nel Regno Unito, un fornitore su sei di alimenti per gatti ha cominciato a commercializzare pappe vegane e vegetariane, poiché i proprietari abbracciano sempre più questi tipi di diete senza alimenti di origine animale e vogliono imporle anche agli animali domestici.

In UK, però, la somministrazione di cibo vegano ai felini è punita con multe o, finanche con la detenzione. 

Gatto e dieta vegana: il divieto nel Regno Unito

La RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals), ente benefico fondato nel 1824 per promuovere il benessere dei nostri amici animali, ha dichiarato che i gatti a cui viene imposta una dieta vegana potrebbero ammalarsi gravemente poiché, come è noto, il gatto è un animale carnivoro.

Un portavoce della società ha ammesso che, in teoria, gli animali onnivori come il cane potrebbero sopravvivere con una dieta di soli vegetali, ma il gatto ha bisogno di carne per sua natura: non è un animale onnivoro, ma, come detto, carnivoro.

In base all’Animal Welfare Act, Legge sul benessere degli animali, del 2006, il proprietario di un animale deve essere in grado di garantire la soddisfazione dei suoi bisogni. Questo include una dieta sana, condizioni di vita adeguate, capacità di comportarsi normalmente, compagnia appropriata e protezione dalla sofferenza, dalle lesioni e dalle malattie.

Nei casi peggiori in cui i gatti sono così malnutriti, le linee guida dicono che i proprietari potrebbero subire una multa salata o addirittura una pena detentiva se condannati ai sensi della legge sul benessere degli animali.

E in Italia? 

Sebbene il numero di vegetariani e vegani nel nostro paese sia inferiore rispetto al Regno Unito, questi fenomeni sono sempre più in crescita. Ma cosa dice la legislazione italiana su un’eventuale dieta vegana o, semplicemente, sul benessere dei nostri amici a quattro zampe?

In Italia non esiste una vera e propria legge specifica come nel Regno Unito. Il nostro paese ha, però, sottoscritto la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, in cui nell’Articolo 4 si legge:

«Ogni persona che tenga un animale da compagnia o se ne occupi, deve procurargli una sistemazione e fornirgli cure ed attenzioni che tengano conto dei suoi bisogni etologici secondo la sua specie e la sua razza ed in particolare, mettergli a disposizione, in quantità sufficiente, il cibo e l’acqua di cui ha bisogno; procurargli adeguate possibilità di esercizio; adottare tutte le ragionevoli misure per impedirgli di fuggire».

Imporre o no la propria dieta al gatto?

L’essere carnivoro è un bisogno etologico del gatto. Il suo mangiare carne non è una scelta ideologica, ma natura. L’essere vegetariano o vegano è una scelta di un essere umano consenziente che decide di seguire una determinata idea. I gatti, come anche i cani, non hanno questa stessa capacità e seguono il loro istinto, la loro natura.

L’imporre ad un felino un regime alimentare che va contro la sua istintualità equivale a mancare di rispetto al mondo animale. Lasciamo che ogni essere vivente possa seguire la sua natura. Anche questo è rispetto degli animali.