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La storia di Bailey, il cane vittima di una legge

Cane Bailey dietro le sbarre
© Instagram @official_rspca

Quanta ingiustizia nella triste storia di Bailey, un cane soppresso perché di aspetto fisico non conforme alle leggi in vigore.

Di Claudia Scarciolla , 6 feb 2019

Succede nel Regno Unito, dove la legge Dangerous Dogs Act decreta illegale il possesso e l’allevamento di alcune razze di cani definite come pericolose. Nel rispetto di questa normativa molto criticata, già nel 2017 sono state 81 le vittime uccise per il loro semplice aspetto fisico, presumibilmente pericoloso.

La stessa sorte è capitata a Bailey, un cane felice e amichevole che, dopo esser stato lasciato dal suo proprietario presso la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals - RSPCA (organizzazione di beneficenza che opera per la protezione e il benessere degli animali), era pronto per esser riabilitato e reintegrato in una nuova famiglia che lo avrebbe amato come meritava. Ma questo non è stato possibile proprio perché bisognava ottemperare alla legge in vigore.

Cosa dice il Dangerous Dogs Act?

La legge inglese definita come Dangerous Dogs Act 1991 è un atto stipulato dal parlamento del Regno unito che fu introdotta in seguito a vari incidenti causati da attacchi, anche mortali, che avevano come protagonisti cani aggressivi e senza controllo. Nell’ambito affrontato dallo stesso atto 1991 si definisce illegale possedere determinate razze di cani senza una specifica esenzione data dal tribunale.

Le razze identificate dal decreto legge (Pit Bull Terrier, Tosa, Dogo argentino e Fila brasileiro) sono sottoposte al divieto di vendita, di allevamento e di scambio e, nel caso si abbia avuto il nullaosta dalla corte, in pubblico devono essere tenuti al guinzaglio con museruola, devono avere un'assicurazione che copra eventuali danni, devono essere identificabili dall’amministrazione pubblica, castrati, microchippati e tatuati. La legge estende l’illegalità di questo tipo di razze anche agli incroci. 

Il benessere dei cani prima di tutto

Esperto di benessere dei cani alla RSPCA, il dott. Sam Gaines ha confermato come questa legge sia inutile, obsoleta e ingiusta perché si tratta di cani che non hanno mostrato alcun comportamento aggressivo o deviante tale da non dover avere la chance di poter essere amati per quello che sono e non esclusi per il loro aspetto fisico, che di per sé, non costituisce alcun pericolo per la società. 

La legge, secondo il dottore della RSPCA e secondo altre associazioni animaliste, necessita di essere sostituita e abrogata con urgenza per poter tutelare, con leggi ad hoc, il benessere e il diritto alla vita di queste razze di cani. Il vero obiettivo, dunque, sarebbe quello di creare leggi atte a prevenire eventuali attitudini aggressive dei cani e a proteggere l'incolumità di grandi e piccini, con la corretta educazione di tutti, proprietari e non, e questo indipendentemente dalla razza specifica del cane. Ciò è quello che richiedono gli enti di protezione animali che hanno a davvero a cuore il benessere di questi amici a quattro zampe.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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