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Cani non udenti e demenza senile: secondo uno studio c’è correlazione

Cane bianco dog-serious

C'è una correlazione genetica anche tra mantello bianco e sordità nel cane.

© Caity / Pixabay

Si avvicina la settimana dedicata alla sensibilizzazione sui cani sordi: in occasione di questo evento, interessanti novità dalla ricerca. 

Di Flavia Chianese

Pubblicato il

Sebbene sia una disabilità a tutti gli effetti, la sordità nel cane viene spesso trascurata rispetto a patologie che costringono l'animale a ridotta mobilità, come ad esempio la paralisi degli arti.

In realtà anche il cane non udente deve adattarsi ad un modo di vivere totalmente diverso da quello che conduceva prima, e lo stesso il padrone con lui. 

La settimana dedicata al cane non udente

Per questo motivo ogni anno negli Stati Uniti l’ultima settimana di settembre è dedicata alla sensibilizzazione su questa tematica, provando ad informare e a consigliare tutti coloro che si trovano ad affrontare per la prima volta questa realtà.

Lo scopo è quello di dimostrare che con il giusto approccio un cane sordo può ancora vivere una vita dignitosa e felice. In occasione di questo evento, vi raccontiamo delle interessanti novità dalla ricerca che riguardano proprio i cani non udenti. 

Novità dalla ricerca

Grazie al crescente interesse dell’uomo per il suo compagno canino, sono molti gli studi disponibili che aiutano i medici a progredire nel trattamento della sordità nel cane.

Uno recentissimo studio condotto dalla dott.ssa Natasha Olby della North Carolina State University, ha permesso di dimostrare come questa condizione nel cane e nell’uomo sia molto similare. 
Nell’uomo la perdita dell’udito riguarda 1/3 delle persone che hanno superato i 65 anni. Inoltre la sordità è un sintomo predittivo di demenza, ed espone l’anziano a maggiori rischi di caduta, dovuti al contemporaneo declino delle capacità neurologiche.

Una base da cui partire

Lo studio ha lo scopo di dimostrare che nel cane vi è la stessa connessione tra demenza senile e sordità: molti padroni partecipanti al test, affermano di aver riscontrato una riduzione della vitalità e della partecipazione del loro amico a 4 zampe di pari passo con il deterioramento dell’udito.

Queste novità saranno utilissime perché permetteranno di migliorare più rapidamente la qualità della vita di questi 4 zampe, partendo dalla base dei numerosi trattamenti impiegati nella sordità dell'uomo. 

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