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Lancia il gatto dalla finestra e dà al giudice una scusa ridicola

gatto con gli occhi verdi guarda in alto © Shutterstock

Un atto coraggioso, secondo la padrona, ma infame, contro un gatto gettato dal secondo piano per futili motivi. Davanti al giudice, la spiegazione della donna non è per nulla convincente.
 

Di Claudia Scarciolla, 6 mar 2019

Questa storia ha inizio in Francia più di un anno fa. Un gatto viene trovato disteso nel cortile del suo palazzo, ma mai nessuno avrebbe pensato che si trattasse di una vittima di violenza. All’accaduto è stata subito rintracciata la colpevole che non era altro che la stessa proprietaria del micio in questione.

In seguito il gatto è stato preso in cura da un’associazione animalista che ha provveduto a sistemare il suo bacino rotto e a rimetterlo in forza (era anche molto magro). Dinanzi a tanta brutalità la stessa associazione ha successivamente deciso di fare causa alla donna.

Una condanna necessaria 

Al banco degli imputati la donna ha espresso dei rimorsi per quanto accaduto, spiegando che si trovava in un momento complicato della sua vita e che il micio era molto irrequieto, faceva i suoi bisogni fuori la lettiera e graffiava suo figlio.

Così come se fosse stata la decisione più naturale del mondo e senza rifletterci più di tanto, la donna ha deciso di buttare il gatto dalla finestra del suo appartamento situato al secondo piano, pensando che, date le 7 vite dello stesso animale, costui sarebbe atterrato, illeso, sulle quattro zampe. 

Le ingenue spiegazioni date dalla donna non hanno però convinto il giudice che l’ha condannata a 4 anni di carcere con condizionale, ad una sanzione di 500 euro e al divieto a vita di possedere un animale.

Una pena meritatissima e giusta per chi, ancora oggi, decide di fare male agli animali ignorando le predisposizioni giuridiche, le leggi e le normative penali e civili a salvaguardia e a protezione di queste anime innocenti.