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I gatti amano la musica? La risposta di storia e scienza

Gatto accanto al pianoforte
© Pixabay

Il miagolio del nostro felino è già di per sé un canto, ma sapevate che i gatti amano la musica? Scopriamolo insieme con l'ausilio della storia e della scienza. 

Di Anna Paola Bellini, 10 mar 2019

Vi siete mai chiesti se i gatti amano la musica? Una ricerca del 2015 ha risposto a questa domanda, specificando che i nostri fedeli amici baffuti avrebbero anche delle preferenze specifiche. Come al solito il gatto si mostra un animale deciso e intelligente. Ma anche la storia è una fedele alleata nell'indagine del legame tra felini e musica. Vediamo come. 

Gatti e musicisti: una storia lunga secoli 

La storia dei gatti e della musica passa, naturalmente, per la relazione con i musicisti. Già nel XVII secolo, il compositore napoletano Domenico Scarlatti, alla corte della Regina di Spagna, grazie alla sua gatta Pulcinella, compone la sua celebre Sonata in sol minore K 30 o Fuga del gatto. Come mai questo soprannome? Si racconta che la gatta del compositore, incuriosita dal suono del suo clavicembalo, camminò sulla tastiera e Scarlatti ne trascrisse i suoni creando, in seguito la Fuga

Mozart, avrebbe fatto miagolare la sua gatta per comporre il duetto Nun, Liebes Weibchen, Rossini avrebbe scritto il Duetto buffo di due gatti, Ravel nel suo L’enfant et les sortilèges trascina nel mondo irreale di due folli miagilii…

Infine, più vicino ai nostri giorni, come non citare Dalilah, brano scritto da Freddie Mercury per la sua gatta. Insomma, la storia ci presenta tanti esempi che vedono protagonisti i gatti e la musica andando indietro nel tempo, ma cosa ci dice la ricerca scientifica sul rapporto di nobili felini con l’altrettanto nobile arte musicale? 

Musica per gatti: la ricerca

Il canto del gatto in calore raggiunge di per sé delle note molte alte. Alcuni esemplari invece di miagolare sembra che cantino, altri rispondono al canto di noi umani… i gatti e la musica vanno decisamente d’accordo. Essendo degli esemplari estremamente abitudinari e selettivi, i felini hanno anche delle preferenze che sono state scoperte qualche anno fa.

I risultati di questa ricerca del 2015 sono stati riuniti da Charles Snowdon (che ha diretto lo studio) nel testo Cats prefer species-appropriate music e pubblicati sulla rivista scientifica Applied Animal Behavior Science. Lo studio ha messo a confronto l’influenza della “musica per l’uomo” con quella di un tipo di musica creato specificamente per il gatto domestico. Le melodie, specificamente studiate a partire dei vocalizzi naturali dei felini, hanno un tipo di frequenza sonora che riuscirebbe a tranquillizzare l’animale e, in alcuni casi, lo porterebbe a fare le fusa.