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Che razza di cani fa per te?🐶🐶🐶

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Dopo i cani di Green Hill, altri cortei per la liberazione delle cavie

corteo di protesta su un prato © Facebook @Katia Facchetti

Dopo il successo dei cani di Green Hill, con la liberazione dei beagle, ora si protesta ancora per chiedere l'eliminazione degli animali usati come cavie.

Di Nina Segatori, 6 mar 2019

Ad Alzate, nel comune di Momo, una frazione in provincia di Novara, un corteo di manifestanti ha protestato contro un allevamento che usa animali come cavie. Grazie al successo del caso dei cani di Green Hill, dove dopo tantissime manifestazioni si è riusciti a liberare i beagle che venivano allevati per essere destinati ai laboratori, per gli esperimenti sugli animali.

Non è però l'unico caso in cui gli animali vengono utilizzati per sperimentare e vivisezionati. Si continua, perciò, a lottare contro la vivisezione, stavolta per conigli e criceti.

La protesta

Ad Alzate di Momo, in provincia di Novara, si sono uniti gli attivisti del Fronte animalista del Meta (Movimento etico tutela animali e ambiente), dell’Avi (Associazione vegani italiani) e del LEAL (Lega antivivisezionista) per formare un corteo di manifestazione contro l'allevamento Bettinardi.

La struttura è colpevole di allevare conigli, criceti e porcellini d'india come cavie destinate alla sperimentazione e alla vivisezione. Invitati a protestare tutti i cittadini della frazione, su esempio del caso di Green Hill, come spiega Valerio Vassallo del Meta di Biella: «La protesta di massa ha permesso di liberare i cani beagle nel lager di Green Hill. La stessa liberazione può essere realizzata anche ad Alzate di Momo, facendo uscire dalla prigionia porcellini d’India, conigli, criceti». 

Il caso di Green Hill

A Green Hill, un allevamento di Montichiari in provincia di Brescia, venivano allevati cani beagle destinati ai laboratori di tutta Europa, per la vivisezione e la sperimentazione. Non c'è una reale motivazione scentifica nella scelta di questa specifica razza, la ragione sta nella morbidezza della pelle e del pelo, che si presta bene a punture e operazioni e al carattere docile dell'animale.

Grazie a tanti anni di manifestazioni e proteste delle Associazioni antivivisezioniste, che ne chiedevano la chiusura a gran voce, alla fine la Procura della Repubblica di Brescia ha accolto la richiesta, affidando la custodia dei cuccioli alla LAV e a Legambiente. Dopo pochissimo, ben 2639 cani sono stati adottati, un'operazione che non ha precedenti.