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Perché il numero di cani nei canili aumenta sempre di più?

mano di uomo con zampa di cane
© Shutterstock

Sono sempre di più gli esemplari che riempiono i canili del nostro paese. Il sovrappopolamento di queste strutture è il risultato di una serie di cause differenti. Oggi parliamo di questi motivi nello specifico e riportamo la proposta di misura preventiva effettuata dalla LAV.

Di Anna Paola Bellini , 19 mar 2019

Il numero di esemplari di cani che riempie i canili aumenta in modo preoccupante per ragioni diverse. Oggi ci domandiamo il perché di questa crescita e cerchiamo di capire quali sono le misure da mettere in atto per cercare di arginare questo problema. 

I canili italiani sono sovrappopolati

Sono sempre più le segnalazioni, in tutta d’Italia, di canili che sono sovrappopolati. Se, infatti, da un lato il nostro paese è sempre più sensibilizzato alla questione animale e ha tendenza ad adottare sempre più (rispetto al 2017), dall’altro le condizioni di povertà – che come vedremo sono aumentate nel nostro paese – costringono i padroni a riportare Fido in canile poiché risulta economicamente difficile da mantenere.

Anche la presenza di tanti esemplari randagi, che spesso vengono portati nei canili per evitare che vivano in strada è una delle cause di sovrappopolazione dei canili. 
La situazione risulta difficile anche a causa delle sovvenzioni statali per i canili comunali non sufficienti.

La povertà in Italia

Gli ultimi dati sulla povertà nel nostro paese datano 2018 e fanno riferimento all’anno 2017. Secondo i dati Istat (Istituto Nazionale di Statistica) «si stimano in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie residenti in cui vivono 5 milioni e 58 mila individui; rispetto al 2016 la povertà assoluta cresce in termini sia di famiglie sia di individui». Anche la povertà relativa aumenta rispetto al 2016 dal 10,6% al 12,3%.

Prevenire il randagismo 

La sovrappopolazione dei canili italiani può essere combattuta anche attraverso la prevenzione del randagismo. Secondo un’indagine della Lav del 2018, il randagismo sarebbe un fenomeno contenuto al Nord (ma comunque presente), ma rilevante al Sud e nelle Isole.

La Lav (Lega Antiviviezione), insieme ai 1.200 canili presenti sul nostro territorio, si impegna costantemente per prevenire il randagismo e sensibilizzare i nostri concittadini e il nostro Governo, nella persona di Giulia Grillo, Ministro della Salute, per aumentare le misure preventive, già previste. 

Il Comunicato

Riportiamo di seguito quanto chiesto nel 2018 in un Comunicato stampa della LAV
«Il randagismo è un fenomeno lontano dall'essere superato, e gli interventi, soprattutto al Centro sud e nelle Isole, da mettere in atto sono ormai urgenti, sia per gli animali coinvolti che, traumatizzati dall’abbandono o nati da animali in libertà, sono costretti a una vita di stenti ed esposti a continui pericoli tra cui gli incidenti stradali che possono costituire un pericolo anche per l’incolumità pubblica, sia per il costo per la collettività: nel 2017 si sono spesi 402.031,00 € al giorno per il mantenimento dei cani detenuti nei canili, (stima estremamente conservativa) nonché un danno di immagine a livello turistico per le regioni in cui il fenomeno è più diffuso. Chiediamo al Ministro della Salute, Giulia Grillo, di prevedere con urgenza un Piano Nazionale di prevenzione del randagismo, che contenga queste indispensabili linee d’intervento, da applicare a livello nazionale e locale:

  • raccogliere dati completi e certi da parte di tutte le Regioni; 
  • realizzare un’Anagrafe nazionale canina e felina, incentivare l’iscrizione dei cani in anagrafe degli animali d’affezione e rendere obbligatoria l’identificazione dei gatti tramite microchip; 
  • applicare le norme esistenti, spesso disattese o solo in parte applicate;
  • promuovere le sterilizzazioni
  • assicurare la presenza delle associazioni di volontariato nei canili per facilitare le adozioni; 
  • predisporre incentivi per chi adotta, sotto forma di detrazioni, riduzione IVA, buoni e rimborsi; 
  • adottare il modello di parco-canile
  • promuovere l’accoglienza degli animali nelle strutture turistiche e nei luoghi pubblici; 
  • contrastare il traffico di cuccioli e il commercio ambulante, nei negozi e on-line».