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Tre cani guida aiutano non vedente nella mezza maratona di New York

Labrador Retriever al traguardo © Instagram @ nyrr

Per la prima volta un uomo, non vedente, è riuscito a completare la mezza maratona di New York grazie al sostegno di alcuni cani guida.
 

Di Claudia Scarciolla, 20 mar 2019

Il corridore Thomas Panke, di 48 anni, ha fatto la storia. È riuscito a completare la mezza maratona di New York nonostante la sua disabilità. Thomas, infatti, è non vedente ma non per questo meno determinato di altri corridori.

Ceo della Guiding Eyes for the Blind, grazie a tre cani Labrador Retriever, Gus, Westley e Waffle, questi i loro nomi, Thomas ha potuto orientarsi durante il percorso, grazie all’addestramento e al controllo dei veterinari presenti alla gara che hanno saputo ben monitorare lo stato di salute dei tre cani.

Un trio da record

Gus, è il suo amico di vecchia data. Sono insieme da 7 anni e assieme agli altri due, tra loro fratelli, Waffle, cane femmina color miele e Westley, labrador nero, hanno creato un team perfetto, grazie alle cure, al legame che c’è tra i quattro membri e alla preparazione che lo stesso Thomas ha svolto con pazienza nei mesi precedenti. 

In sole 2 ore e 21 minuti i tre cani hanno accompagnato il loro fedele amico verso il traguardo. Per Thomas Panke questo ha significato molto. Infatti, appassionato di corsa, la perdita della vista avvenuta a circa 20 anni non l’ha limitato. Se prima partecipava a questi eventi sportivi accompagnato da una guida umana, il fatto che questa volta l’abbiano fatto i suoi amici cani è stato per lui molto importante, poiché ha potuto liberarsi di quel senso di dipendenza dell'altro che, la mancanza della vista, purtroppo, gli necessitava. 

La corsa è libertà

L’ente di beneficenza di cui Thomas è presidente ha creato il programma Runnings Guides per formare i cani alla corsa. Non tutti gli esemplari sono portati per svolgere questo supporto. Prerogativa fondamentale, oltre al loro essere in forma ed esser sani, è la loro disciplina.

Un messaggio di libertà è quello di Thomas alle tante altre persone affette da disabilità che, forse, hanno ancora paura di mettersi in gioco e di tagliare un traguardo, come quello appena compiuto, in modo (quasi) indipendente e originale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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