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Labrador Retriever al traguardo
© Instagram @ nyrr

Tre cani guida aiutano non vedente nella mezza maratona di New York

Di Claudia Scarciolla Redattrice | Traduttrice

Pubblicato il aggiornato il

Per la prima volta un uomo, non vedente, è riuscito a completare la mezza maratona di New York grazie al sostegno di alcuni cani guida.
 

Il corridore Thomas Panke, di 48 anni, ha fatto la storia. È riuscito a completare la mezza maratona di New York nonostante la sua disabilità. Thomas, infatti, è non vedente ma non per questo meno determinato di altri corridori.

Ceo della Guiding Eyes for the Blind, grazie a tre cani Labrador Retriever, Gus, Westley e Waffle, questi i loro nomi, Thomas ha potuto orientarsi durante il percorso, grazie all’addestramento e al controllo dei veterinari presenti alla gara che hanno saputo ben monitorare lo stato di salute dei tre cani.

Un trio da record

Gus, è il suo amico di vecchia data. Sono insieme da 7 anni e assieme agli altri due, tra loro fratelli, Waffle, cane femmina color miele e Westley, labrador nero, hanno creato un team perfetto, grazie alle cure, al legame che c’è tra i quattro membri e alla preparazione che lo stesso Thomas ha svolto con pazienza nei mesi precedenti. 

In sole 2 ore e 21 minuti i tre cani hanno accompagnato il loro fedele amico verso il traguardo. Per Thomas Panke questo ha significato molto. Infatti, appassionato di corsa, la perdita della vista avvenuta a circa 20 anni non l’ha limitato. Se prima partecipava a questi eventi sportivi accompagnato da una guida umana, il fatto che questa volta l’abbiano fatto i suoi amici cani è stato per lui molto importante, poiché ha potuto liberarsi di quel senso di dipendenza dell'altro che, la mancanza della vista, purtroppo, gli necessitava. 

La corsa è libertà

L’ente di beneficenza di cui Thomas è presidente ha creato il programma Runnings Guides per formare i cani alla corsa. Non tutti gli esemplari sono portati per svolgere questo supporto. Prerogativa fondamentale, oltre al loro essere in forma ed esser sani, è la loro disciplina.

Un messaggio di libertà è quello di Thomas alle tante altre persone affette da disabilità che, forse, hanno ancora paura di mettersi in gioco e di tagliare un traguardo, come quello appena compiuto, in modo (quasi) indipendente e originale.

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