Quanto dura la gravidanza di un gatto?

quanto dura la gravidanza di un gatto
Quanto dura la gravidanza di un gatto? Scoprilo con il nostro articolo! ©Shutterstock

Quanto dura la gestazione dei gatti? Che ve lo chiediate per curiosità o necessità, ecco svelata la risposta ad una delle domande sui gatti che probabilmente vi siete sempre posti.

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La gestazione dei gatti è un periodo che può destare più preoccupazione in noi padroni che negli animali. Ma quanto dura la gravidanza di un gatto? E come seguirla? Basterà affidarsi a madre natura per far sì che mamma gatta partorisca la sua cucciolata in tranquillità. Ecco una guida su quanto dura la gravidanza di un gatto, i sintomi che indicano che il momento è arrivato e indicazioni su come prendersi cura dei gattini appena nati. 

Sintomi della gravidanza del gatto

I sintomi della gravidanza del gatto diventano evidenti qualche settimana dopo l’accoppiamento. Si nota un progressivo aumento del volume dell’addome, un arrossamento e un aumento del volume dei capezzoli che si preparano al momento dell’allattamento e un rigonfiamento della zona vaginale. Mamma gatta, inoltre, dopo un primo momento di nausee, sarà più affamata del solito!

Quanto dura la gestazione dei gatti?

Se i sintomi sono quelli sopra elencati, invece quanto dura la gravidanza di un gatto? C’era una volta un antico detto che recitava “Cani e gatti mesi quattro”, ma nulla di più sbagliato! Il tempo di gestazione dei gatti domestici infatti è di circa un paio di mesi (tra i 59 e i 67 giorni).

Periodo di gestazione dei gatti: fase delle nausee 

Abbiamo visto quanto dura la gravidanza di un gatto, vediamo adesso quali sono le diverse fasi della gestazione del gatto.
Cominciamo col parlare della fertilizzazione, o meglio dell’inizio del calore. Tra il sesto e l’ottavo mese di vita la gatta diventa matura sessualmente. Ciò vuol dire che la nostra amica pelosa potrà procreare. La manifestazione più evidente di questa possibilità sarà il suo periodico andare in calore nei mesi che vanno dalla primavera all’estate. Se durante uno dei suoi calori la micia si accoppia può avvenire la fecondazione. A questo punto, comincerà la gravidanza con un primo periodo di un paio di settimane in cui la gatta dovrebbe (anche se non è sempre il caso) manifestare rigurgito e una certa inappetenza.

Periodo di gestazione della gatta: l’ingrasso

Se rigurgito e inappetenza possono passare inosservati, il secondo periodo di gestazione dei gatti è quello in cui la gravidanza comincia ad essere evidente. La pancia di mamma gatta comincia pian piano a lievitare ed è possibile, tastandole il ventre con delicatezza, cominciare a fantasticare sul numero di cuccioli che partorirà. 

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Gestazione dei gatti: la fase pre-parto

Una settimana prima del parto vero e proprio si noteranno i capezzoli di volume aumentato, più rossi e con piccole perdite di latte. La gatta sarà più assonnata e stanca. A questo punto possiamo aiutare la nostra coinquilina pelosa costruendo un vero e proprio nido, in un luogo tranquillo e calmo, dove potrà partorire lontana dal caos casalingo. Basterà creare una cuccia con cuscini, stracci e traversine, magari dietro un mobile o in un luogo in cui la gatta si sentirà al sicuro. 

Il giorno prima del parto la gatta potrebbe cominciare a emettere dei piccoli lamenti, leccare la zona genitale e mostrarsi più affettuosa del solito. 

Il parto della gatta

La gestazione dei gatti è adesso agli sgoccioli. Al momento del parto della gatta il suo respiro diventa più affannoso, la cervice si dilata, i muscoli dell’utero si contraggono e si rompono le acque. Una volta cominciate le contrazioni diventano sempre più frequenti e in circa un’ora nascerà il primo gattino (di testa o di posteriore). A questo punto mamma gatta romperà sacco amniotico e cordone ombelicale, in modo da far respirare il micio, e mangerà la placenta. Dopo il primo cucciolo, mamma gatta partorirà gli altri a una distanza che può variare da alcuni minuti a un’ora l’uno dall’altro. 

Quanti cuccioli partoriscono i gatti?

I gatti possono partorire cucciolate che vanno da uno fino a un massimo di sei gattini. È possibile che una gatta resti incinta, e quindi partorisca più volte l’anno. Se si vuole evitare ulteriori gravidanze perché non ci si può prendere cura dei cuccioli è possibile intervenire con un’operazione di sterilizzazione della gatta. 

Cosa fare dopo il parto del gatto?

E una volta che i cuccioli sono nati? Siccome mamma gatta ha tutto ciò che serve per accudire i gattini appena nati, di norma i padroni non possono che restare a godersi questo meraviglioso spettacolo della natura. I gatti sono animali completamente autonomi e un’eventuale intrusione potrebbe infastidire la gatta o addirittura compromettere il suo rapporto con i gattini.
Si consiglia di intervenire solo ed esclusivamente nel caso in cui mamma gatta non dovesse ripulire uno dei mici: con l’ausilio di un asciugamano tiepido e umido pulire con delicatezza il micio e, dopo aver tolto la placenta e tagliato il cordone, massaggiarlo piano tenendolo con la testa verso il basso. 

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Per tagliare il cordone ombelicale legarlo con del filo interdentale a circa un paio di centimetri dall’addome e procedere poi con l’incisione. Effettuare tutte le manovre precedentemente elencate utilizzando guanti sterili. 

Attenzione: le indicazioni sopra elencate sono a titolo informativo. Prima di agire in qualsiasi modo sui gattini appena nati chiedere consiglio al veterinario. 

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Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.