Rapito (e ritrovato) il gatto del museo russo: è mistero

Behemoth, questo il nome del gatto che vive nel museo Bulgakov, è stato “rapito” in mattinata. Dopo l’appello accorato dei dipendenti il micio è stato ritrovato poco lontano dal centro culturale di Mosca. La vicenda resta misteriosa.

È durato una manciata di ore il rapimento del gatto Behemoth, un micione nero (e molto soffice, almeno a detta di chi lo conosce) che, 13 anni fa, ha preso servizio presso il museo Bulgakov di Mosca e, da allora non ha mai abbandonato la sua sede di lavoro. O, per meglio dire, quasi mai.

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Il rapimento del gatto Behemoth

L’allontanamento (forzato) del gatto è iniziato in mattinata. «Il micio – ha infatti raccontato il direttore di sala del museo Bulgakov, Nikolai Golubev – è stato rapito al mattino, quando il museo ha aperto. Una donna, secondo quanto ci ha raccontato una ragazza che ha assistito alla scena, lo ha messo in una borsa e si è allontanata in direzione di una stazione della metropolitana».

Immediati i soccorsi con diverse visite cancellate e un appello lanciato via social. «Attenzione – ha postato il centro culturale sui suoi profili 2.0 – stiamo cercando un gatto! Un membro dello staff del museo-teatro “Bulgakov House”, il gatto Behemoth, che vive lì dal 2005, è stato rapito da una donna sconosciuta». Per agevolare i soccorsi, poi, il museo ha fornito una piccola descrizione. «Segni particolari: nero e soffice – si legge, infatti, sui social – un incrocio tra siberiano e persiano, peso circa 6 kg, carattere severo. Porta un collare con una medaglietta a forma di ossicino che riporta l’indirizzo del museo. Siamo in attesa di informazioni su dove si trovi il nostro dipendente».

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Riecco Behemoth: il lieto fine

E qualche ora più tardi, dopo che anche la polizia russa è intervenuta per far luce sulla vicenda, ecco finalmente il ritrovamento, quando Behemoth è stato intercettato privo del collarino ma in ottima salute. «Ringraziamo tutti per l’impegno nel ritrovamento dei Behemoth – ha chiosato il museo via social -. Sta bene ma continueranno le indagini per capire chi sia la donna autrice del gesto». Nel frattempo, comunque, Behemoth è ben felice di essere riuscito a tornare a casa.

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Cresciuta tra i San Bernardo mi sono convertita - da ormai un lustro abbondante - alla (piacevolissima) compagnia di Clicquot, una Beagle dal carattere frizzante come lo champagne del quale porta il nome. Faccio la giornalista da sempre, occupandomi di tutto un po', ma il mio habitat naturale è il fashion e ho un PhD in Semiotica della Moda.