Sindrome di Noè : la malattia dell’accumulo compulsivo di animali

sindrome di noè

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L’accumulo compulsivo di animali viene definito Sindrome di Noè. Ecco cos’è questa malattia e perché è importante trovare delle cure adatte per evitare il peggio per i proprietari di animali domestici.

La sindrome di Noè è una forma di maltrattamento animale totalmente sottoestimata: consiste nell’accumulo compulsivo di animali senza rendersi conto che non si riesce a far fronte alle loro esigenze.

Questo termine metaforico trae origine da un testo della Bibbia che troviamo nel libro della Genesi: Dio ordina a Noé di raccogliere nella sua arca una coppia di ogni specie animale col fine di ripopolare il pianeta dopo il Diluvio universale.

Spesso, le associazioni di protezione animale devono recuperare gli animali tenuti in cattive condizioni da persone che soffrono della sindrome di Noé. La Dottoressa Sarah Jeannin, psicologa clinica e dottoressa in etologia, ci spiega cos’è questa malattia psichiatrica.

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Le persone che soffrono della sindrome di Noè

Le persone che soffrono della sindrome di Noè sono implicate in una missione di salvataggio: hanno un bisogno irreversibile di ottenere e controllare sempre più animali (di ogni tipo) senza avere modo di accoglierli in condizioni decenti.

Questo bisogno è associato ad una negazione della loro sofferenza. Dopo aver tirato fuori gli animali dalla “miseria”, queste persone non cessano di accoglierne altri al punto da non poter più riuscire a gestire la responsabilità.

Questi individui, anche chiamati “collezionisti” (in inglese “animal hoarders”), si considerano come dei benefattori, ma spesso il loro bisogno di animali viene da una sofferenza negata. La negazione è uno dei principali sintomi. Il colmo di questo problema è che la persona affetta da questa malattia si trasforma poco a poco in quello che odiava in partenza: qualcuno che maltratta gli animali.

Sindrome di Noè e le conseguenze per gli animali

Scoperti affamati e ammalati, tantissimi animali devono essere soppressi ad ogni intervento delle associazioni. In altre situazioni meno “drammatiche”, gli animali hanno difficoltà a sopportare questa situazione “promiscua” e, anche se la loro salute fisica non è messa in pericolo, queste condizioni di vita non gli danno certo il benessere desiderato. Non sono più liberi di evitare le interazioni con altri animali, non possono esplorare liberamente il loro territorio, ecc. Un divieto da parte di un umano estremamente protettivo.

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Come occuparsi delle persone affette da sindrome di Noè

La sindrome di Noè è una malattia molto diffusa, che causa sofferenza agli animali al pari di tutti gli atti crudeli intenzionali. È essenziale quindi educare e sensibilizzare le persone per fermare la deriva di questa patologia ed evitare il maltrattamento animale. La sindrome di Noè può ritrovarsi a tutte le età, qualunque sia il sesso o la condizione socioeconomica della persona, ma studi recenti mostrano che tocca maggiormente le donne, le persone sole e in particolare le persone anziane.

Nuovi studi stanno cercando di capire al meglio questo problema e come curarlo. Da un lato perché senza cure adatte la recidiva dei malati arriva quasi al 100% e dall’altro perché i malati, privati dei loro animali, possono tentare il suicidio.

Così, le persone che soffrono della sindrome di Noè, presentano un bisogno frenetico di aiutare gli animali e dimenticano la realtà fino al punto di scordare anche i bisogni vitali degli animali che salvano. Questo ci ricorda che non sempre l’amore basta: per rispettare il benessere degli animali è necessario rispondere ai loro bisogni etologici (fisici e psichici). L’animale deve essere considerato per quel che è e non solo per quello che ci apporta (colmare una carenza affettiva, risolvere un trauma, ecc.).

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Amante degli animali sin da piccola, ho sviluppato il mio amore per i cani quando ho tenuto tra le mie braccia per la prima volta un cucciolo di tre mesi di Golden Retriever. Ed è stato amore a prima vista!