Tatuaggio o microchip cane: come identificare il tuo animale domestico

microchip cane
Come e perché mettere il microchip al cane. @Pixabay

Avere un cane non è semplice, più passano gli anni e più – anche giustamente – sono le norme che tutelano il possesso di animali domestici. Il microchip per cane è uno degli ultimi obblighi entrati in vigore (insieme al tatuaggio) per consentire una più facile identificazione dell’animale.

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Decidere di far entrare nella propria vita un cane richiede una serie di attenzioni, sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista legale. Nel caso in cui si decide di prenderne un cane di razza o da un allevatore o da privato, occorre sapere che ci sono dei passaggi obbligatori da fare, per non infrangere la legge.

Oltre le classiche vaccinazioni, come la sverminazione dei cuccioli, bisogna provvedere alla registrazione del cane. In particolar modo c’è una legge dell’anagrafe canina, nei comuni e nelle unità sanitarie locali, per iscrivere il proprio amico a quattro zampe, proprio come si fa con la nascita di un figlio.

Anagrafe canina: come effettuare l’iscrizione

In questo modo verrà rilasciato un documento al proprietario o al detentore con una sigla di riconoscimento del cane, assegnata attraverso un tatuaggio indolore, solitamente nella parte interna dell’orecchio. Dal momento in cui si adotta oppure si acquista un cane, è obbligatorio recarsi in questi pubblici uffici entro un certo periodo di tempo, solitamente si parla di due settimane. Occorre semplicemente andare negli uffici predisposti e sporgere regolare denuncia, iscrivendo il proprio animale domestico all’elenco nazionale. Il tatuaggio è in pratica un codice alfanumerico, che deve essere tatuato secondo le modalità previste, entro sei mesi.

Nel caso in cui dovesse venir meno questa pratica, il proprietario dovrà provvedere al pagamento di un’ammenda. Per quanto riguarda il caso dei cani iscritti all’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) ai Libri Origine Italiani, la denuncia e l’assegnazione del codice avvengono in maniera automatica, anche se al proprietario comunque resta l’obbligo di notificare l’iscrizione e l’avvenuto tatuaggio presso gli uffici facenti capo al Ministero della Sanità.

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Il tatuaggio del cane: come e quando farlo?

Molte persone alla parola “tatuaggio” del cane si mostrano preoccupati, perché non vogliono che l’animale soffra, ma si tratta di una pratica sopportabile che può avvenire secondo due modalità. La prima è la pinza, ossia viene messa in atto la punzonatura della faccia interna di uno dei due padiglioni auricolari. Solitamente questa pratica viene usata negli allevamenti su cani molto giovani.

La seconda pratica per effettuare il tatuaggio è con il dermografo. Si tratta di una penna dalla quale escono degli aghi imbevuti nell’apposito inchiostro, i quali vengono comandati da un pedale elettronico. Entrambe le procedure potrebbero richiedere l’anestesia dell’animale per farlo stare tranquillo, evitando il rischio che si agiti e la sensazione di fastidio, che può comportare l’operazione, seppur di breve durata. Sarà premura e dovere del veterinario compilare la certificazione ufficiale che attesta la proprietà del cane ad un determinato soggetto, da dover poi comunicare all’anagrafe canina nazionale.

In questo modo si può stare tranquilli perché si sono rispettate le norme legislative vigenti nel nostro Paese. Il tatuaggio al di là, di quello che vuole la legge italiana, è importantissimo perché in caso di situazione di furti, smarrimenti, attraverso il tatuaggio alfanumerico univoco, è possibile accertare e dimostrare che si tratti proprio del vostro cane. In questo modo si eviterà di considerare un caso di smarrimento o il fenomeno del randagismo. È pur vero che il tatuaggio comporta anche un problema a lungo andare, ossia l’inchiostro che tende a sbiadirsi, risultando difficile da leggere.

Il microchip per cani: come e quando metterlo?

Molti padroni di cani infatti optano per un’altra procedura di registrazione: il microchip. Ad essere onesti questa pratica innovativa sta prendendo quasi completamente il posto del tatuaggio. Si tratta di un piccolissimo dispositivo che viene inserito sotto la pelle del vostro amico a quattro zampe. Le caratteristiche di questi microchip sono uguali in tutto il mondo, rendendolo conforme alle norme ISO. Per poter leggere questi dispositivi mini ci sono dei lettori specifici, così da poter apprendere le informazioni ad esso connesse.

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In particolar modo le 15 cifre che sono registrate al suo interno permettono di risalire al Paese di origine del cane, il codice identificativo dell’azienda che ha prodotto il transponder, l’identificazione del soggetto, magari con ulteriori modifiche circa il suo stato di salute ed eventuali patologie. Infine il nome del proprietario a cui appartiene. Il microchip, oltre ad essere totalmente indolore, paragonabile ad una puntura sottopelle, al contempo è molto più sicuro rispetto al tatuaggio ed è da considerarsi come un passaporto elettronico, che consente di individuare tutte le informazioni disponibili su animale e padrone, senza il rischio di sbagliare o omettere qualcosa. 

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Dopo numerosi tentativi per convincere mia madre a prendere un cane, alla soglia dei trent'anni sono riuscita finalmente ad avere il piccolo Argo, trovato da cucciolo abbandonato per strada. Impossibile immaginare la vita senza di lui! Lavoro come giornalista ormai da tanti anni. Scrivo soprattutto di cinema e serie tv, ma la passione per gli animali non è da meno.