Sydney Mollentine, direttrice della Humane Society of Greater Kansas City, si stava godendo un weekend in famiglia quando riceve un messaggio urgente: un gattino randagio è appena stato portato al rifugio, con la testa visibilmente gonfia. La donna interrompe immediatamente i suoi programmi e si precipita sul posto insieme ai figli.
Una volta arrivata, scopre un gattino sorprendentemente calmo e affettuoso, nonostante le sue condizioni. «Era sempre molto dolce e vivace, la cosa non sembrava disturbarlo più di tanto», racconta la direttrice a The Dodo. La sua testa enorme gli vale subito un soprannome tra lo staff: Megamind, in riferimento al celebre personaggio dalla testa sproporzionata.
Una diagnosi lontana dallo scenario peggiore
Il timore dei veterinari era un'idrocefalia, un grave accumulo di liquido a livello cerebrale. Ma esaminando il gattino, Mollentine sospetta piuttosto un ascesso, una massa piena di liquido molto più semplice da curare. Una radiografia conferma che il cranio del gattino non è né deformato né fratturato: si tratta proprio di un ascesso.
Un recupero record e un lieto fine
Il personale procede quindi al drenaggio. Megamind si lascia fare senza muoversi, chiedendo persino coccole fino alla fine: l'unica cosa che sembra davvero infastidirlo è dover tornare da solo nella sua gabbia una volta terminata la procedura.
Dopo una settimana di ricovero, il gattino si riprende completamente. Da allora è stato adottato... proprio dalla persona che lo aveva trovato randagio, chiudendo così il cerchio per questo piccolo miracolato.
Tradotto dal sito Wamiz FR con l'Intelligenza Artificiale