Se il tuo gatto si mostra particolarmente loquace quando si avvicina l'ora del pasto o quando reclama una carezza, sappi che si sta proprio rivolgendo a te. Mentre i felini selvatici e i gatti adulti comunicano tra loro soprattutto attraverso odori, posture del corpo e soffi, il miagolio udibile è un'invenzione quasi esclusivamente dedicata all'interazione con l'essere umano.
Uno studio recente ripreso dal quotidiano statunitense Los Angeles Times mette in luce i progressi compiuti da ricercatori e acustici che oggi si impegnano a decifrare questa «conversazione» unica nel suo genere.
Un'eredità dell'evoluzione al servizio della domesticazione
Nel corso di migliaia di anni di domesticazione, i gatti hanno modellato le proprie vocalizzazioni per catturare l'attenzione degli esseri umani. I gattini miagolano naturalmente per richiamare la madre, ma in natura questo comportamento tende a svanire con l'età adulta. Nei nostri compagni domestici, invece, questo tratto giovanile si è conservato nel tempo.
Gli scienziati rivelano in particolare che i gatti adattano la frequenza e il tono dei loro miagolii per ottenere ciò che desiderano:
- La frequenza dell'urgenza: alcuni miagolii di richiesta di attenzione o di cibo integrano una frequenza sonora vicina a quella del pianto di un bambino (tra i 300 e i 600 Hz circa), scatenando nel proprietario una risposta empatica quasi automatica.
- Il su misura vocale: ogni gatto sviluppa una gamma di suoni e intonazioni propria alla sua casa, creando un vero e proprio «dialetto privato» fatto di variazioni di intensità, durata e altezza del suono.
Un vero e proprio codice sonoro da decifrare
I linguisti e gli etologi che studiano la bioacustica felina cercano di classificare i segnali sonori per comprendere meglio lo stato emotivo degli animali:
- Il miagolio di saluto: breve e acuto, spesso accompagnato dalla coda dritta.
- Il miagolio di richiesta o frustrazione: più lungo, grave e ripetitivo, emesso quando la ciotola resta vuota o una porta rimane chiusa.
- Il trillo: un suono dolce e arrotolato emesso a bocca chiusa, che esprime affetto o un invito al gioco.
Lungi dall'essere semplici animali indipendenti e silenziosi, i nostri gatti si rivelano abili comunicatori che hanno imparato a usare il suono per costruire la relazione con noi.
La prossima volta che il tuo felino ti chiamerà, ricorda che sta usando un codice sonoro forgiato da secoli di evoluzione per parlarti direttamente.
Tradotto dal sito Wamiz FR con l'Intelligenza Artificiale