Un gatto nella foresta
© © Intelligence Artificielle / Photo d'illustration

Escursionisti pensano di salvare un gattino in difficoltà e scoprono uno dei felini più rari di Francia

Di Elise Petter•

Salvando quello che credevano un cucciolo smarrito sui Pirenei, alcuni escursionisti hanno fatto una scoperta straordinaria.

Durante una tranquilla escursione nel massiccio del Baïgura, nel cuore dei Paesi Baschi, alcuni escursionisti si sono imbattuti in un piccolo pelosetto indifeso. L'animale, spaventato e visibilmente solo, aveva un bel manto tigrato e dolci occhi azzurri. Convinti che si trattasse di un gattino domestico smarrito dalla madre, gli amanti degli animali hanno deciso immediatamente di intervenire per metterlo in salvo.

Non volendo lasciarlo in balìa dei pericoli della montagna, lo hanno raccolto con delicatezza prima di portarlo in un centro di cura specializzato, convinti di stare semplicemente compiendo una buona azione.

L'incredibile rivelazione dei soccorritori

È stato affidando il piccolo protetto all'associazione Hegalaldia, con sede a Ustaritz, che gli escursionisti hanno scoperto la vera identità del loro salvataggio. Come riporta La République des Pyrénées, un quotidiano regionale francese, non si trattava affatto di un gatto domestico, ma di un Gatto Selvatico Europeo. Con appena un mese di vita, questo felino appartiene a una specie selvatica estremamente rara, rigorosamente protetta in Francia dal 1976.

Questo predatore schivo, ultimo rappresentante della sua linea selvatica nel massiccio pirenaico, richiede precauzioni molto particolari. Per evitare che si abitui alla presenza umana e mantenga i suoi istinti naturali, il team del centro si ingegna quotidianamente con soluzioni sempre nuove.

Un protocollo su misura in vista del ritorno alla vita selvatica

Per preservare l'indole selvatica essenziale del piccolo felino, gli operatori indossano tute mimetiche, mascherine e guanti ogni volta che devono nutrirlo. Il cucciolo vive attualmente in un recinto immerso nella vegetazione di 20 metri quadrati, allestito con rovi, erba alta e rami, che riproduce fedelmente il suo habitat naturale per facilitare lo svezzamento.

Monitorato costantemente tramite telecamere discrete, questo giovane avventuriero verrà liberato in natura non appena sarà sufficientemente autonomo. Questa storia ricorda inoltre un consiglio preziosissimo: davanti a un animale selvatico che sembra abbandonato, è sempre meglio fotografarlo e contattare un centro specializzato prima di spostarlo.

Tradotto dal sito Wamiz FR con l'Intelligenza Artificiale

Altri articoli