Le autorità sono intervenute dopo anni di segnalazioni, trovandosi davanti a una situazione drammatica: quasi cento cani costretti a vivere in condizioni incompatibili con il loro benessere. Il sequestro è avvenuto a San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, dove una coppia, definita dagli investigatori come “accumulatori seriali di animali”, deteneva gli animali all’interno della propria proprietà.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri su delega dell’autorità giudiziaria, con il supporto della LAV (Lega Anti Vivisezione), che ha immediatamente avviato le prime attività di soccorso.
Cani senza cure e costretti a vivere tra gli escrementi
Secondo quanto comunicato dalla LAV, gli animali vivevano in spazi estremamente ristretti e in condizioni igienico-sanitarie gravissime. Quasi nessuno era identificato con il microchip e molti necessitano di cure veterinarie urgenti. I volontari hanno preso subito in carico sette cani, trovati rinchiusi in una stanza completamente invasa dagli escrementi, dove le loro condizioni hanno richiesto un intervento immediato.
Per questi primi esemplari inizia adesso un lungo percorso di recupero fisico e comportamentale. Solo quando avranno ritrovato salute e fiducia nelle persone potranno essere affidati a nuove famiglie. Per gli altri cani rimasti nella struttura, invece, la LAV ha annunciato che lavorerà insieme alle istituzioni e ad altre associazioni per garantire cure veterinarie, sterilizzazioni e promuovere le future adozioni.
Il problema dell’accumulo di animali
Il caso riporta l’attenzione su un fenomeno spesso poco conosciuto: l’accumulo compulsivo di animali. Chi ne soffre ritiene spesso di salvare gli animali, ma finisce per detenere un numero di esemplari impossibile da gestire, con conseguenze gravissime sia per il loro benessere sia per la salute delle persone coinvolte.
La LAV sottolinea inoltre un altro aspetto delicato: negli anni la coppia avrebbe ricevuto aiuti economici da privati, associazioni e perfino influencer convinti di sostenere una buona causa. Secondo l’associazione, proprio questo flusso continuo di donazioni avrebbe contribuito, seppur involontariamente, ad alimentare una situazione ormai fuori controllo. Per questo invita chi desidera aiutare gli animali a verificare sempre l’affidabilità delle realtà a cui decide di destinare il proprio sostegno.
Come ricordano gli esperti dell’Osservatorio Zoomafia della LAV: