Argo nell'Odissea di Nolan

Il cambiamento nell'Odissea di Nolan sul cane Argo emoziona tutti!

© Barbara Galli/Facebook

Odissea, il film di Nolan cambia una delle scene più commoventi e conquista il pubblico

Di Anna Paola Bellini

Nel nuovo film Odissea, Christopher Nolan riscrive il destino di Argo, regalando al cane di Ulisse un momento che nel poema di Omero non esiste.

L’attesissimo film Odissea di Christopher Nolan continua a far parlare di sé, non solo per il cast stellare o per la spettacolarità della messa in scena. A conquistare il pubblico è soprattutto una scelta narrativa che riguarda uno dei personaggi più amati dell’intero poema: Argo, il fedele cane di Ulisse.

Durante un’intervista, il regista ha definito l’opera come “la storia definitiva sui cani”, offrendo una lettura sorprendente dell’epopea omerica. Un punto di vista che mette al centro non soltanto il lungo viaggio di ritorno dell’eroe, ma soprattutto il legame indissolubile tra un uomo e il suo cane.

Christopher Nolan ha scoperto i cani solo da adulto

C’è un dettaglio curioso dietro la realizzazione del film che in pochi conoscono. Una delle principali fonti d’ispirazione di Christopher Nolan non è stata soltanto il poema di Omero, ma anche il suo cane.

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Il regista non ha mai avuto animali domestici durante l’infanzia o la giovinezza. La svolta è arrivata soltanto qualche anno fa, quando lui e la moglie Emma Thomas, storica produttrice dei suoi film, sono rimasti soli dopo la partenza dei figli per il college e hanno deciso di accogliere un cane in famiglia.

Un’esperienza che, come ha raccontato durante un’intervista con Stephen Colbert, ha cambiato profondamente il suo modo di guardare il mondo. A folgorarlo è stata proprio la figura di Argo, il leggendario cane di Ulisse, tanto da spingerlo a rileggere l’Odissea come una straordinaria storia di fedeltà e amore incondizionato. È da questa riflessione che nasce la definizione con cui Nolan ha descritto il film: “la storia definitiva sui cani”.

Per un regista che nei suoi film ha spesso raccontato il valore della lealtà, della memoria e del ritorno a casa, il rapporto tra Ulisse e Argo rappresenta una metafora potente e universale.

Argo diventa uno dei protagonisti del film

Nel poema di Omero, Argo compare in una sola scena, destinata però a rimanere tra le più emozionanti della letteratura occidentale.

Quando Ulisse rientra finalmente a Itaca dopo vent’anni di assenza, nessuno riesce a riconoscerlo perché si presenta travestito da mendicante. Nessuno, tranne Argo. Ormai anziano, debilitato e abbandonato, il cane alza la testa, muove la coda e abbassa le orecchie non appena percepisce la presenza del suo padrone. Ulisse, però, non può tradire il proprio travestimento e si limita a trattenere l’emozione. Poco dopo averlo rivisto, Argo si lascia morire.

Christopher Nolan ha deciso di ampliare enormemente questo personaggio. Come ha raccontato in un’intervista a TIME, il regista ha di fatto “promosso” Argo da semplice comparsa a vero e proprio personaggio secondario della pellicola.

Il film introduce infatti una differenza significativa rispetto al testo originale: Ulisse si avvicina al suo cane e lo accarezza negli ultimi istanti della sua vita, accompagnandolo prima dell’addio. Una scena che non compare nell’opera di Omero, ma che rende ancora più intenso il ricongiungimento tra i due.

Nolan aggiunge inoltre un altro momento inedito, mostrando Argo ancora cucciolo tra le braccia di Ulisse prima della partenza per la guerra di Troia. Le due immagini, poste all’inizio e alla fine della vita del cane, racchiudono simbolicamente l’intera esistenza dell’animale e trasformano la carezza finale nel compimento di un’attesa durata vent’anni.

Perché questa scelta sta emozionando così tanto il pubblico

La decisione di dare maggiore spazio ad Argo ha colpito profondamente gli spettatori, soprattutto gli amanti dei cani. Se nell’opera originale il suo ruolo è breve ma memorabile, nel film diventa uno dei fili emotivi che accompagnano tutta la storia.

La fedeltà di Argo, capace di attendere il proprio padrone per due decenni e di riconoscerlo quando nessun altro ci riesce, diventa il simbolo di un legame che resiste al tempo, alle guerre e persino alla vecchiaia.

È forse proprio questo il messaggio che Christopher Nolan ha voluto mettere al centro della sua Odissea: al di là delle imprese eroiche, dei mostri e dei lunghi viaggi, il vero ritorno a casa è quello verso chi non ha mai smesso di aspettarti. E, come sanno bene tutti coloro che vivono con un cane, difficilmente esiste un’immagine più potente della sua incrollabile lealtà.

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