Il veterinario, Google, i social e ora anche l’Intelligenza Artificiale: il modo in cui cerchiamo informazioni sui nostri animali sta cambiando rapidamente. Una nuova ricerca condotta da Ipsos Doxa per Purina mostra quanto il digitale sia ormai entrato nella quotidianità di chi vive con un cane o un gatto.
Otto proprietari italiani su dieci utilizzano infatti strumenti digitali nella relazione con il proprio animale e uno su tre ha già sperimentato l’AI. Ma avere sempre più informazioni a portata di smartphone non significa necessariamente sapere meglio cosa fare. Anzi: quasi un pet owner su due ammette di avere difficoltà a capire quali consigli online siano davvero affidabili.
Un pet owner su 3 ha già chiesto aiuto all’Intelligenza Artificiale
La ricerca “Generazioni a confronto: come digitale e AI stanno riscrivendo il ruolo del pet owner”, presentata all’Italian Pet Summit 2026, è stata realizzata intervistando online 1.000 proprietari italiani di cani e gatti. L’indagine è stata affiancata dall’analisi delle conversazioni pubblicate negli ultimi 24 mesi sui principali social network, Reddit e forum.
Il risultato racconta una quotidianità sempre più digitale. Il 47% dei proprietari consulta contenuti online per imparare qualcosa di nuovo sul proprio animale, mentre il 36% lo fa anche per divertirsi e rilassarsi. Le conversazioni online dedicate al mondo pet hanno raggiunto ben 4,5 milioni di post, con una crescita del 32% negli ultimi due anni.
E poi c’è l’Intelligenza Artificiale. Un proprietario su tre dichiara di averla utilizzata almeno una volta per questioni legate al proprio animale. Tra gli argomenti per cui viene interpellata ci sono soprattutto alimentazione e dieta, indicate dal 40% degli utilizzatori, la scelta dei prodotti (38%) e persino il tentativo di comprendere meglio ciò che cane o gatto vuole comunicare (36%).
Il fenomeno è particolarmente evidente tra i più giovani: il 74% degli appartenenti alla Gen Z che utilizza l’AI per il proprio pet la consulta almeno una volta alla settimana.
Troppi consigli online possono aumentare l’ansia
C’è però il rovescio della medaglia. Il 49% dei proprietari intervistati ritiene difficile stabilire quali informazioni trovate online siano realmente affidabili, mentre la metà trova frustrante imbattersi in consigli contrastanti.
Il fenomeno sembra pesare soprattutto sulle generazioni più giovani. Il 44% della Gen Z e il 43% dei Millennials dichiara infatti di preoccuparsi eccessivamente per il proprio animale dopo aver consultato contenuti online.
Anche il rapporto con i social cambia a seconda dell’età. Per il 51% della Gen Z mostrare il proprio animale online rappresenta un modo per esprimere la propria identità e il 70% pubblica attivamente contenuti sulla vita insieme al pet.
Tra i Millennials questa percentuale scende al 62%, mentre il 53% utilizza il web per cercare informazioni sul comportamento e sulla psicologia del proprio animale. Gen X e Boomers tendono invece a fare un uso più mirato del digitale, soprattutto per trovare informazioni e soluzioni pratiche per la vita quotidiana con cani e gatti.
AI o veterinario? Quando si parla di salute, gli italiani non hanno dubbi
Nonostante l’ascesa di social e Intelligenza Artificiale, quando il problema diventa serio il punto di riferimento resta una persona in carne e ossa: il veterinario.
L’80% dei proprietari lo considera infatti una fonte capace di fornire risposte affidabili. Il digitale sembra quindi affiancare, più che sostituire, il professionista, soprattutto quando entrano in gioco la salute e il benessere di cani e gatti.
È forse questo uno degli aspetti più significativi della ricerca: mentre gli strumenti a disposizione dei proprietari si moltiplicano, cresce parallelamente il bisogno di capire a chi affidarsi. AI, social e motori di ricerca sono ormai entrati nella quotidianità dei pet owner, ma la quantità di contenuti disponibili rende ancora più importante distinguere un consiglio generico da un’indicazione fornita da una fonte qualificata.