A volte basta un piccolo gesto per cambiare la giornata di qualcuno. Lo sa bene Maria, una pensionata di 73 anni che vive a Settimo Torinese, in provincia di Torino, e che da dieci anni dedica parte della sua vita a 16 gatti randagi.
Con una pensione di appena 750 euro al mese, la donna ha sempre cercato di garantire loro il cibo necessario, anche a costo di affrontare importanti sacrifici economici.
Ma negli ultimi tempi la situazione è diventata insostenibile. Maria ha così deciso di chiedere aiuto, senza immaginare che la sua storia avrebbe commosso un’intera città.
Da dieci anni si prende cura di 16 gatti randagi, ma ora non ce la fa più
Tutto è cominciato circa dieci anni fa, quando Maria ha iniziato a occuparsi dei gatti che vivono liberi in alcune zone di Settimo Torinese, tra via Bonifetto, via Monviso e via della Consolata.
Non sono animali che vivono nella sua abitazione, ma gatti di colonia che la donna accudisce quotidianamente, assicurandosi che abbiano qualcosa da mangiare.
Per anni è riuscita a sostenere personalmente tutte le spese. Con il passare del tempo, però, il peso economico è diventato sempre più difficile da sopportare.
Maria ha raccontato di essersi rivolta per ben tre volte al Comune, nella speranza di ricevere un sostegno concreto.
«Sono dieci anni che gli do da mangiare. Sono liberi, non sono in una struttura chiusa. Se non mi danno una mano non so come occuparmene», ha spiegato la pensionata.
La sua paura più grande è quella di non riuscire più a garantire il cibo agli animali che, ormai da un decennio, dipendono anche dalle sue cure.
La storia di Maria commuove la città: arrivano cibo e solidarietà
Quando la vicenda è diventata pubblica, qualcosa si è finalmente mosso. Sabato 17 ottobre 2026, proprio nei pressi del Municipio di Settimo Torinese, è stata organizzata una consegna di alimenti destinati ai 16 gatti accuditi dalla pensionata.
Come raccontato dal giornale La Voce, a mobilitarsi sono stati l’associazione LiberiGatti, i dipendenti del supermercato Conad di piazza Caduti sul Lavoro e alcuni cittadini, che hanno raccolto scatolette e crocchette.
Alla consegna hanno partecipato anche Maurizio Leone, consigliere dell’associazione LiberiGatti, e Debora Lampasona, dipendente del supermercato.
Per Maria, quelle confezioni di cibo hanno rappresentato molto più di un semplice aiuto materiale. Dopo anni di sacrifici, qualcuno aveva finalmente ascoltato la sua richiesta e deciso di intervenire. Un gesto di solidarietà che dimostra quanto possa essere importante il contributo di una comunità quando una persona si trova in difficoltà.
Non solo Maria: il problema dei volontari che si occupano delle colonie feline
La vicenda ha acceso i riflettori anche su una questione più ampia: le difficoltà affrontate da chi, spesso con risorse economiche limitate, si prende cura quotidianamente dei gatti randagi.
Maurizio Leone, dell’associazione LiberiGatti, ha sottolineato che quella di Maria non è affatto una situazione isolata.
Conosciamo decine di “Marie”. Persone che amano gli animali e che con pensioni minime si tolgono il pane di bocca per non lasciarli morire di fame. Sono eroi silenziosi. Ma non possono essere lasciati soli.
L’associazione chiede quindi un maggiore coinvolgimento delle istituzioni nella gestione delle colonie feline.
La legge italiana tutela i gatti che vivono in libertà e prevede specifiche disposizioni per la loro gestione e sterilizzazione. Anche il regolamento comunale di Settimo Torinese contempla strumenti che possono contribuire al sostegno delle colonie feline.
Intanto, per Maria si è aperto uno spiraglio di speranza. Per lunedì 19 ottobre era infatti previsto un incontro con la sindaca Elena Piastra, durante il quale la pensionata avrebbe potuto raccontare personalmente le proprie difficoltà e chiedere un aiuto concreto.
Non è ancora noto quale sia stato l’esito dell’incontro, ma una cosa è certa: la storia di Maria non è passata inosservata. Grazie alla generosità di cittadini, volontari e lavoratori, i suoi 16 amici a quattro zampe hanno ricevuto nuove scorte di cibo.
E Maria, almeno per qualche giorno, potrà riempire le loro ciotole senza dover mettere mano alla sua piccola pensione.