Due episodi di estrema crudeltà nei confronti dei gatti stanno suscitando indignazione e preoccupazione in Italia. A Pietrasanta, in provincia di Lucca, cinque gatti appartenenti a una colonia felina sono stati ritrovati morti dopo aver subito terribili violenze. A Villa Verucchio, nel Riminese, il ritrovamento della testa mozzata di un gatto ha invece riacceso i timori legati a numerose sparizioni di felini nella zona.
Due vicende distinte, per le quali non è emerso alcun collegamento, ma che sollevano interrogativi inquietanti sulla sicurezza degli animali e sulla necessità di intervenire per proteggerli.
Orrore a Pietrasanta: cinque gatti torturati e uccisi, oltre 30 tra morti e scomparsi
Si chiamavano Morticia, Pandora, Andrea, Nerone e Denise. Erano cinque gatti di una colonia felina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, e da febbraio 2026 sono stati ritrovati senza vita, vittime di aggressioni particolarmente violente.
Secondo quanto denunciato dall’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), gli animali presentavano lesioni gravissime, tra cui traumi facciali e mandibolari, sfondamenti cranici e segni di sevizie.
Le modalità delle aggressioni fanno temere che dietro questi episodi possa esserci un’azione sistematica, forse riconducibile a più persone. Ma il bilancio potrebbe essere ancora più drammatico. L’associazione teme infatti che le cinque uccisioni possano essere collegate alla morte o alla scomparsa di oltre 30 gatti registrate negli ultimi anni nella stessa zona.
Una situazione che ha spinto l’OIPA a rivolgersi formalmente al Comune di Pietrasanta, chiedendo interventi urgenti per garantire la sicurezza degli animali ancora presenti nella colonia.
L’associazione chiede soprattutto il trasferimento dei gatti superstiti in un luogo sicuro, dove possano ricevere assistenza e protezione.
Tra le misure richieste figurano anche controlli più serrati sul territorio e l’installazione di telecamere di videosorveglianza, che potrebbero contribuire a prevenire ulteriori aggressioni e a individuare eventuali responsabili.
«Chiediamo anche la collaborazione di chi vive sul territorio per ricostruire quanto accaduto e impedire che altri animali diventino vittime di aggressioni barbare e cruente», ha dichiarato Stefania Picchi, coordinatrice delle Guardie Zoofile OIPA di Lucca.
Le denunce presentate da chi gestisce la colonia sono numerose e le indagini risultano ancora aperte.
A Verucchio cresce la paura
Un’altra vicenda inquietante arriva dall’Emilia-Romagna, precisamente da Villa Verucchio, in provincia di Rimini.
La sera del 7 ottobre 2026, una donna di 67 anni ha fatto una scoperta sconvolgente nei pressi del convento dei frati: la testa di un gatto, mozzata di netto, con uno strano gancio che pendeva dal muso.
L’animale apparteneva a una famiglia della zona ed era scomparso pochi giorni prima. La proprietaria lo aveva cercato disperatamente, pubblicando anche diversi annunci sui social network.
Il ritrovamento ha spinto la 67enne a presentare denuncia ai Carabinieri, soprattutto perché, secondo la sua testimonianza, non si tratterebbe di un episodio isolato. La donna ha raccontato che negli ultimi anni numerosi gatti sono scomparsi misteriosamente nella zona.
Lei stessa, che vive con diversi felini, sostiene di averne persi ben otto dal 2024. Un particolare ha attirato particolarmente la sua attenzione: molti degli animali scomparsi erano gatti neri.
La donna teme che alcune sparizioni possano essere collegate a presunti rituali, ma si tratta esclusivamente di un’ipotesi personale, al momento priva di riscontri investigativi.
I Carabinieri stanno effettuando accertamenti per comprendere le circostanze del ritrovamento e verificare se esistano collegamenti tra le diverse sparizioni.
Gatti in pericolo: l’appello ai cittadini per fermare le violenze
Le vicende di Pietrasanta e Verucchio riportano al centro dell’attenzione il problema dei maltrattamenti sugli animali e della tutela delle colonie feline.
Nel caso toscano, l’OIPA sottolinea che la priorità assoluta deve essere la messa in sicurezza dei gatti superstiti, ricordando la responsabilità delle amministrazioni comunali nella protezione delle colonie feline.
Fondamentale è anche la collaborazione dei cittadini, che possono contribuire alle indagini segnalando alle Forze dell’Ordine o alle Guardie Zoofile eventuali comportamenti sospetti o informazioni utili.
Nel frattempo, resta la preoccupazione per gli animali ancora presenti nelle zone interessate.
L’obiettivo è impedire che altri gatti diventino vittime di violenze e fare chiarezza su quanto accaduto, affinché i responsabili delle eventuali aggressioni possano essere individuati e chiamati a risponderne.