La gatta Lilli

La gatta Lilli e il suo calvario.

© Tierhilfe Wolfsburg / Facebook

«Entra, brutta bestia!»: i soccorritori sconvolti rivelano l'incredibile calvario di una gattina

Di Lina Rayan

La frase crudele pronunciata al momento della consegna della gattina è stata solo l’inizio. Quella che sembrava una semplice rinuncia si è presto trasformata in un incubo.

Una presa brutale, una spinta senza riguardo in uno stretto trasportino e parole che gelano il sangue: «Entra, brutta bestia!» Una scena rivoltante che ci porta direttamente nel cuore della crudeltà umana.

Per coloro che volevano liberarsene, questa gattina non era evidentemente altro che un fardello ingombrante di cui sbarazzarsi al più presto e senza scrupoli. Per la povera creatura, questo abbandono segna il punto finale degradante di un terribile martirio che si è consumato troppo a lungo nell'ombra.

Il terribile calvario di Lilli

Quando l'associazione di protezione animale di Wolfsburg, in Germania, accoglie questo piccolo essere traumatizzato, i volontari scoprono una situazione drammatica: la gatta è di una magrezza estrema, il suo pelo è spento, e un inquietante odore di marijuana emana dal suo piccolo corpo.

Ma la vera portata delle violenze fisiche e psicologiche subite si rivela solo quando si tenta di avvicinarla. Al minimo contatto, anche il più prudente, l'animale emette grida strazianti, si butta sulla schiena e alza le zampe in segno di panico assoluto – come se si aspettasse di ricevere un nuovo colpo da un momento all'altro.

Ogni passo è una tortura per la gattina, le cui zampe posteriori cedono continuamente. La triste spiegazione si trova nelle conseguenze del suo passato: un'antica frattura dell'anca che, evidentemente, non è mai stata curata...

I difensori degli animali allo stremo

Chi immagina che Lilli abbia sopportato lunghi anni di sofferenza rimarrà scioccato nell'apprendere la verità: la piccola felina ha in realtà solo due anni.

E uno sguardo al suo dossier rivela un'odissea opprimente. In questi pochi mesi, l'animale è passato di mano in mano come un oggetto senza valore e infine venduto come volgare merce per la modica somma di 50 euro.

Dietro le quinte, si è apparentemente consumato un altro dramma: durante i suoi primi due anni di vita, il suo corpo delicato sarebbe stato utilizzato come una semplice macchina per riprodurre. Lilli avrebbe già avuto l'incredibile numero di quattro cucciolate – e i soccorritori temono che sia attualmente di nuovo incinta.

La sicurezza dopo l'inferno

Le tracce brutali di questo passato segnano ancora oggi il comportamento della gatta. Lilli mangia e beve a malapena, per la paura non riesce a controllare i propri bisogni e rifiuta di lasciare il suo minuscolo rifugio sotto il divano.

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Un commovente video Facebook dell'associazione di protezione animale documenta il caso e provoca un'ondata di orrore e costernazione sul web. Anche se i dettagli esatti dei maltrattamenti rimarranno probabilmente per sempre un segreto, i difensori degli animali traggono una conclusione chiara e amara: non è necessario essere veterinari per constatare che qualcosa di grave è accaduto a Lilli.

La sua strada sarà ancora lunga e dolorosa – ma per la prima volta nei suoi due anni di vita, Lilli è in assoluta sicurezza.

Tradotto da Wamiz DE
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