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Come viene punito l'abbandono di animali?

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L'abbandono di animali è severamente punito dalla legge italiana.

© Shutterstock

Ogni estate (e non solo!) i mass media riportano molti episodi di abbandono di cani e gatti da parte di crudeli padroni che pensano solo ad andare in vacanza. Vediamo cosa dice la legge in proposito.

Di Francesco Reina

Pubblicato il 06/08/20, 20:49

L’entusiasmo dell’adozione di un cucciolo è ormai estinto come un fuoco di paglia. L’animale è troppo anziano. Non possiamo portarlo in ferie nel periodo estivo. È diventato un peso.

Queste sono le principali e deprecabili giustificazioni che chi commette il vile atto di abbandonare il proprio animale domestico si dà per redimersi da un gesto così meschino.

Cosa significa abbandonare un animale domestico?

Nella maggior parte dei casi l’abbandono equivale ad una condanna a morte per il povero animale.

Oltre al trauma psicologico di veder distrutto il legame indissolubile che il piccolo aveva creato col padrone, raramente il cane o il gatto lasciato alla propria sorte è in grado di evitare i pericoli del luogo in cui viene lasciato.

Pensiamo all’autostrada: il nostro amico pet era abituato ad una casa, magari con giardino, dove aveva imparato a dosare gli stimoli e riconoscere tutte le situazioni che si presentavano.

In autostrada, invece, i veicoli sfrecciano, le gomme stridono sull’asfalto, suonano clacson e fa un caldo torrido. Decisamente troppo per la mente ed il fisico dell’animale che vede sgretolarsi in tempo zero il mondo che lo aveva accudito.

Anche la natura rappresenta un grosso problema tanto per i cani abbandonati quanto per i gatti. La vita randagia è piena di rischi rappresentati dal territorio, dalle malattie, dalle intemperie e dagli altri animali. Quindi, chi abbandona il proprio amico di famiglia, di fatto, lo uccide.

Ma fortunatamente l'abbandono di animali non va sempre così...

Per fortuna talvolta si assiste a storie a lieto fine di animali abbandonati che, trovati da anime buone di passaggio (altri automobilisti, poliziotti o persone sensibili) vengono adottati e trovano una nuova famiglia e, qualche volta, nuovamente la fiducia nel genere umano.

Ma purtroppo accade raramente e comunque, anche in questo caso, il recupero psicofisico è lungo e difficile.

In altri casi un po’ meno fortunati, gli amici a quattro zampe trovano alloggio nei canili o nei gattili dove, per quanto vengano accuditi con amore dai volontari, potrebbero rimanere a vita senza mai trovare il calore insostituibile di una nuova famiglia.

Ci sono tantissimi cani e gatti che stanno aspettando l'amore della loro vita! Fai un giro nella nostra rubrica adozione cliccando qui

Cosa dice la legge sull'abbandono di animali?

Già prima dell’introduzione delle norme specifiche contro il maltrattamento degli animali domestici e la tutela contro i reati commessi in loro danno, il Codice Penale aveva istituito l’art 727 (ancora in vigore) quale capostipite delle successive leggi emesse in tal senso.

Il testo sul reato di abbandono recita testualmente:

«Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze».

Nonostante sia un po’ datato la portata è molto rilevante e bisogna rilevare alcuni fattori degni di nota.

Innanzitutto si tratta di una contravvenzione cioè di un reato punibile anche solo a titolo di colpa. Non occorre quindi che ci sia una volontà specifica ed inequivocabile a voler abbandonare l’animale ma anche solo il comportamento negligente viene sanzionato allo stesso modo.

In parole povere non si possono accampare scuse salvo che, ovviamente, non si dimostri che l’animale sia scappato da casa eludendo le misure necessarie ad evitarne la fuga.

In secondo luogo, la norma è stata particolarmente ben elaborata poiché tiene conto non solo degli animali strettamente domestici (pet) ma anche quelli che, per svariate circostanze, si siano ormai abituati ad una vita in cattività, cioè legata comunque all’umano che se ne prenda cura e da cui dipendono per la sopravvivenza.

La speranza è che, se identificato, il colpevole venga assicurato alla giustizia e che la creatura abbandonata possa ricevere, almeno, il degno riscatto morale che le spetta.

Il legame con la legge sul maltrattamento animale

Infine, leggiamo la seconda riga: non vi sembra di averla già sentita? Sì esatto, è proprio così! Il contenuto di questo secondo comma è stato di fatto trapiantato ed ampliato nella parte del Codice Penale che si occupa in maniera approfondita dei reati di maltrattamento.

Tuttavia, la sua sussistenza permette agli operatori della giustizia e delle forze dell’ordine di agire secondo questo dettato normativo più generale qualora non sia dimostrabile o agibile la norma più specifica.

Ci troviamo davanti ancora una volta ad una attenzione particolarmente efficace e moralmente elevata per la tutela degli animali che, come esseri deboli e senza possibilità di difendere i propri diritti, confidano in noi per questa loro assoluta necessità.

Domande frequenti (FAQ)

Quali sono le leggi sul randagismo?

Quali sono i dati del randagismo in Italia?