cani che corrono

A Genova ci sarà un Garante per gli animali.

© alvan nee/Unsplashed

Genova avrà un Garante per gli animali: perché questa figura può fare la differenza (ma con un grande limite)

Di Anna Paola Bellini

Il Consiglio comunale ha dato il via libera all’istituzione del Garante per gli animali. Ecco quali saranno i suoi compiti e i suoi limiti.

L’attenzione verso il benessere degli animali cresce anche nelle amministrazioni locali. A Genova il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la proposta di istituire il Garante per la tutela e il benessere degli animali, un passaggio che dovrà ora completare il suo iter formale prima di diventare operativo. La notizia è stata riportata da Kodami, che sottolinea come il capoluogo ligure fosse tra le grandi città italiane ancora prive di questa figura.

Quali saranno i compiti del Garante degli animali

Il Garante avrà il compito di raccogliere le segnalazioni dei cittadini, vigilare sul rispetto delle norme dedicate al benessere animale, favorire il dialogo tra Comune, servizi veterinari, Polizia Locale e associazioni, oltre a promuovere iniziative e progetti per migliorare la condizione degli animali presenti sul territorio. 

Si tratta di un ruolo già presente in altre città italiane come Roma, Milano e Napoli, ma che a Genova assume un significato particolare. La città presenta infatti un’elevata presenza di cani rispetto alla popolazione residente e negli ultimi mesi il tema del benessere animale è tornato al centro del dibattito anche in seguito alle vicende che hanno coinvolto il canile comunale.  

L’obiettivo della nuova figura sarà quindi quello di rappresentare un punto di riferimento per cittadini, volontari e associazioni, facilitando il dialogo con le istituzioni e contribuendo a portare all’attenzione dell’amministrazione le criticità legate agli animali d’affezione e alla fauna selvatica.

Il problema resta l’assenza di fondi

L’istituzione del Garante rappresenta senza dubbio un passo avanti, ma esiste un limite che accomuna quasi tutti i Comuni italiani. Questa figura non dispone generalmente di un proprio budget e non ha un reale potere decisionale o di spesa. 

Il suo ruolo è prevalentemente quello di mediazione e coordinamento tra cittadini e amministrazione.  

Questo significa che, pur potendo segnalare problemi e proporre interventi, il Garante non può finanziare direttamente progetti o risolvere situazioni di emergenza. Le eventuali risorse economiche continuano infatti a dipendere dai bilanci comunali e dalle decisioni degli uffici competenti.  

Proprio per questo motivo, molte associazioni ritengono che l’efficacia del ruolo dipenda non solo dalla nomina della persona incaricata, ma anche dalla volontà politica di tradurre le segnalazioni in interventi concreti. Se accompagnata da risorse adeguate e da una reale collaborazione con le istituzioni locali, la figura del Garante potrebbe diventare un importante strumento di tutela per gli animali. In caso contrario, il rischio è che resti soprattutto un punto di riferimento simbolico, con margini d’azione limitati.

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