cane sul treno

Non riesce ad acquistare il biglietto per il cane. Il conto è molto salato.

© Corriere della Sera

Viaggia in treno con il cane, poi la sorpresa: dopo 390 giorni le arriva una multa da oltre 300 euro

Di Anna Paola Bellini

Una passeggera sostiene di non essere riuscita ad acquistare il biglietto per il cane. Dopo 390 giorni, arriva un conto salatissimo. Ecco cosa è successo.

Prendere un treno regionale insieme al proprio cane e ritrovarsi, più di un anno dopo, con un’ingiunzione di pagamento da oltre 300 euro. È quanto accaduto a Eleonora Berretti, una passeggera di 39 anni che aveva viaggiato su un regionale Trenitalia in Emilia-Romagna accompagnata dal suo amico a quattro zampe.

Al centro della vicenda c’è il biglietto necessario per far viaggiare il cane. La donna sostiene infatti di aver provato ad acquistarlo online prima della partenza, senza riuscirci a causa di un messaggio comparso sul sistema di vendita. Una situazione che l’ha spinta a contestare la sanzione ricevuta a bordo.

Il biglietto per il cane non si può acquistare: scatta la multa

Durante il controllo a bordo del treno, il personale ha constatato che il cane viaggiava senza trasportino e senza il relativo titolo di viaggio. Come riportato dal Corriere della sera, alla passeggera è stata quindi applicata una sanzione che, secondo quanto riportato, sarebbe stata di circa 80 euro in caso di pagamento immediato e di circa 100 euro se pagata nei giorni successivi.

La donna, però, ha deciso di non saldare immediatamente la multa e di presentare un reclamo. Il motivo? Prima di partire avrebbe cercato di comprare online il biglietto per il suo cane, trovandosi davanti al messaggio «Il servizio non è vendibile in Emilia-Romagna».

Ritenendo quindi di non essere stata messa nelle condizioni di acquistare il titolo richiesto, ha deciso di contestare la sanzione.

Il problema non riguarda il fatto che un cane non possa viaggiare senza trasportino. Sui treni regionali Trenitalia, infatti, è possibile portare con sé un cane anche fuori dal trasportino, rispettando determinate condizioni: l’animale deve essere tenuto al guinzaglio, avere la museruola ed essere munito dell’apposito titolo di viaggio. Il costo del biglietto per il quattro zampe corrisponde al 50% della tariffa di seconda classe.

Dopo 390 giorni arriva un’ingiunzione da 315,56 euro

La storia, però, non è terminata con il reclamo. A ben 390 giorni di distanza dal viaggio, la passeggera ha ricevuto un’ingiunzione di pagamento da 315,56 euro, una cifra decisamente superiore rispetto alla sanzione che le era stata contestata inizialmente.

Il caso riporta così l’attenzione su un problema particolarmente delicato per chi viaggia con un animale: le regole impongono l’acquisto di un titolo specifico, ma cosa accade se il sistema non permette concretamente di comprarlo?

Secondo quanto riportato, inoltre, non si tratterebbe di un episodio completamente isolato. In Emilia-Romagna sarebbe già emersa una situazione analoga legata proprio alla difficoltà di acquistare il biglietto ferroviario destinato al cane.

Resta ora da capire quale sarà l’esito della contestazione e quale posizione verrà assunta rispetto all’ingiunzione ricevuta dalla passeggera. La vicenda, intanto, rappresenta un promemoria importante per chi si sposta in treno con il proprio quattro zampe: prima della partenza è sempre fondamentale verificare le condizioni previste per il trasporto degli animali e, in caso di problemi nell’acquisto del biglietto, conservare eventuali prove o schermate dell’errore riscontrato.

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