Una svolta storica per milioni di animali domestici in tutta Europa. Dopo anni di discussioni e richieste da parte delle associazioni animaliste, l’Unione Europea ha approvato le prime norme comuni dedicate alla tutela di cani e gatti. L’obiettivo è chiaro: proteggere meglio gli animali, combattere il commercio illegale e garantire standard più elevati di benessere in tutti gli Stati membri. Le nuove regole cambieranno concretamente la vita quotidiana di proprietari, allevatori e rifugi.
Microchip obbligatorio e registrazione: cosa cambia per i proprietari
La novità più significativa riguarda l’identificazione degli animali domestici. Tutti i cani e i gatti presenti nell’Unione Europea dovranno essere dotati di microchip e registrati in una banca dati nazionale interoperabile, anche se già vivono stabilmente in famiglia.
Si tratta di una misura pensata per migliorare la tracciabilità e ridurre il fenomeno degli abbandoni e del traffico illegale. I tempi di adeguamento saranno graduali: per i proprietari privati l’obbligo entrerà in vigore dopo diversi anni, mentre allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per conformarsi alle nuove disposizioni.
Questa scelta nasce anche da un dato significativo: circa il 44% dei cittadini europei possiede un animale domestico e la grande maggioranza chiede una protezione più forte per il loro benessere.
Per chi vive con un cane o un gatto, quindi, il cambiamento sarà soprattutto organizzativo: sarà necessario verificare che l’animale sia registrato correttamente e che i dati siano aggiornati.
Stop alle pratiche dannose e agli allevamenti irresponsabili
Le nuove norme introducono anche divieti molto più severi contro pratiche considerate pericolose o crudeli. Sarà vietato far accoppiare animali consanguinei, così come allevare cani e gatti con caratteristiche fisiche estreme che possano compromettere la loro salute.
Un altro punto importante riguarda le mutilazioni a scopo estetico o competitivo, che non saranno più consentite. Anche l’uso di collari a strozzo o con punte senza sistemi di sicurezza sarà vietato, salvo casi specifici legati a cure mediche.
Secondo le associazioni animaliste, queste misure rappresentano un passo avanti fondamentale verso una cultura che riconosce gli animali come individui e non come oggetti. La normativa mira inoltre a uniformare le regole tra i diversi Paesi europei, riducendo le differenze legislative che finora hanno favorito traffici e sfruttamento commerciale.
In prospettiva, le nuove regole potrebbero contribuire anche a promuovere adozioni più responsabili e a contrastare il randagismo, due temi ancora molto rilevanti in molti Paesi europei.