cane triste

Sempre più cani in canile. Le ragioni non sono scontate.

© jackmac34/Pixabay

Non sono più solo i randagi a riempire i canili: aumentano i cani lasciati dalle famiglie in difficoltà

Di Anna Paola Bellini

La nuova emergenza nei rifugi riguarda gli animali ceduti dai proprietari, spesso per problemi economici o abitativi. Ecco tutto quello che c'è da sapere!

Quando si pensa a un canile, si immaginano soprattutto cani randagi recuperati per strada. Eppure, in molte strutture italiane la realtà sta cambiando rapidamente. Sempre più animali arrivano infatti dopo aver trascorso anni in una famiglia, vittime indirette di crisi economiche, sfratti, separazioni e difficoltà personali che rendono impossibile continuare a occuparsi di loro.

La nuova emergenza che preoccupa i rifugi

Al Rifugio di via Agati, a Pistoia, la situazione racconta bene questa trasformazione. Come riportato da La Nazione, la vera emergenza non è più rappresentata dal randagismo, ma dalle cosiddette “rinunce di proprietà”: cani e gatti che vengono consegnati ai rifugi dai loro stessi proprietari perché non sono più in grado di gestirli.

Dietro queste rinunce si nascondono spesso storie dolorose. Secondo quanto spiegato dai responsabili della struttura, molte persone non riescono più a sostenere le spese veterinarie, soprattutto quando gli animali necessitano di farmaci costosi o di interventi chirurgici. A questo si aggiunge il problema abitativo: chi è costretto a lasciare la propria casa spesso fatica a trovare un alloggio che accetti animali domestici. Anche le separazioni familiari possono portare a situazioni in cui nessuno dei due ex partner riesce a tenere con sé il cane.

Attualmente il rifugio ospita 136 cani e 82 gatti, numeri che mostrano chiaramente quanto il fenomeno sia diffuso.

Adottare un animale è una responsabilità a lungo termine

Accanto alle difficoltà economiche e sociali, gli operatori evidenziano anche un altro problema: le adozioni effettuate senza una reale consapevolezza. Alcune persone accolgono un cane senza informarsi adeguatamente sulle sue esigenze o senza farsi accompagnare da educatori nelle prime fasi di inserimento. Quando emergono le prime difficoltà comportamentali, la soluzione scelta è talvolta quella di riportare l’animale in canile.

Per questo motivo i rifugi più attenti dedicano molto tempo alla selezione delle famiglie adottanti. L’obiettivo non è trovare rapidamente una casa, ma garantire un’adozione stabile e definitiva. Un cane che ha già vissuto un abbandono dovrebbe poter trascorrere il resto della propria vita con la nuova famiglia, senza dover affrontare un’altra separazione.

La crescita delle rinunce di proprietà rappresenta così uno specchio delle difficoltà che attraversano molte famiglie. E ricorda quanto la scelta di accogliere un animale debba essere ponderata, perché un cane o un gatto non è una presenza temporanea, ma un compagno di vita che dipende completamente da chi ha scelto di prendersene cura.

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