Si avvicina in silenzio, si mette tra due persone che discutono, spinge con il muso o resta immobile ma vigile. Chi vive con un cane ha già notato questi comportamenti durante un litigio in casa. Non si tratta di coincidenze né di semplici reazioni istintive.
La ricerca scientifica conferma che il cane comprende il conflitto come un evento emotivamente significativo e reagisce di conseguenza, scegliendo spesso di sostenere chi appare più vulnerabile.
Il cane osserva e valuta il conflitto
Uno studio pubblicato sulla rivista Ethology e condotto dall’Università di Buenos Aires insieme al Consiglio Nazionale della Ricerca Scientifica e Tecnica, ha analizzato il comportamento di diversi cani domestici mentre assistevano a discussioni simulate tra i loro proprietari. I ricercatori hanno variato intensità e durata dei conflitti per comprendere meglio le reazioni degli animali.
I risultati mostrano che i cani non restano neutrali. Durante e dopo il litigio, tendevano ad avvicinarsi con maggiore frequenza alla persona che subiva l’aggressione verbale, manifestando comportamenti affiliativi come il contatto fisico, la permanenza accanto o posture rassicuranti. Questo tipo di risposta, spiegano gli studiosi, può essere definito consolazione quando contribuisce a ridurre lo stress della vittima.
Non è preferenza: è lettura emotiva
Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda il legame affettivo. I cani non si schieravano in base alla persona con cui avevano un attaccamento più forte. Anche quando l’aggressore era il loro umano di riferimento, sceglievano comunque di offrire sostegno a chi appariva in difficoltà.
Nei conflitti più intensi, inoltre, molti animali mostravano segnali di stress come sbadigli frequenti, posture abbassate o irrequietezza. Questo indica che il litigio viene percepito come un’esperienza negativa anche se non li coinvolge direttamente. Alcuni cani tentavano perfino di intervenire avvicinandosi all’aggressore con atteggiamenti pacificatori, come a voler ristabilire l’equilibrio del gruppo familiare.
Questi dati suggeriscono che i cani possiedono competenze socio-emotive sofisticate. Non reagiscono per gelosia né per semplice abitudine, ma perché sono in grado di leggere la dinamica relazionale e di modulare il proprio comportamento in base alla situazione. Quando si inseriscono in una discussione o si accucciano accanto a chi soffre, stanno facendo molto più che cercare attenzioni: stanno cercando di ricomporre l’armonia del loro branco umano.