Salire su un ring può essere una scelta, ma per un cane non lo è mai. Parte da questo messaggio forte e diretto la nuova campagna di sensibilizzazione contro i combattimenti clandestini tra animali, affidata a Alessio Sakara, uno dei volti più noti delle arti marziali miste in Italia. Un’iniziativa che unisce sport, legalità e tutela animale, con l’obiettivo di parlare soprattutto ai più giovani e offrire modelli alternativi alla violenza e alla criminalità organizzata.
La campagna nasce su impulso di Fondazione Cave Canem, da anni impegnata nel recupero dei cani vittime di sfruttamento e nella prevenzione della devianza giovanile in contesti sociali fragili.
Quando la violenza non è sport
Nel video della campagna, Sakara ribadisce che i combattimenti tra cani non hanno nulla a che vedere con lo sport, né con la tradizione o lo spettacolo. Si tratta di un reato grave, spesso legato a circuiti di scommesse illegali e a dinamiche criminali che coinvolgono anche minori. In alcuni contesti, questi combattimenti diventano veri e propri riti di iniziazione, normalizzando la brutalità come forma di appartenenza.
Secondo la fondazione, contrastare questo fenomeno significa proteggere gli animali, ma anche offrire ai ragazzi alternative concrete. Lo sport, in questo senso, diventa uno strumento educativo capace di trasmettere valori come impegno, responsabilità e rispetto delle regole, lontano da ogni forma di sopraffazione.
La storia di Brodo e il valore dell’esempio
Tra i protagonisti della campagna c’è anche Brodo, un cane sopravvissuto ai combattimenti clandestini. Mutilato e addestrato alla violenza, rappresenta una delle tante vittime di un sistema che costringe gli animali a combattere fino allo stremo. La sua storia è diventata simbolo della campagna, ricordando che per un cane combattere non è mai naturale, ma sempre una costrizione.
Fondazione Cave Canem opera da anni in quartieri complessi come i Quartieri Spagnoli di Napoli e alcune aree di Roma, lavorando su povertà educativa, isolamento sociale e prevenzione della criminalità. Affidare questo messaggio a una figura come Sakara significa parlare il linguaggio dei giovani, usando l’esempio concreto di chi ha scelto lo sport come via di crescita personale.
La campagna ribadisce un concetto semplice ma fondamentale: la violenza non è intrattenimento e non è destino. È una scelta criminale che può e deve essere fermata, partendo dall’educazione, dalla legalità e dal rispetto per ogni forma di vita.