La scomparsa di Valentino Garavani ha lasciato un vuoto enorme nel mondo della moda, ma anche in quello degli amanti degli animali. Lo stilista, morto a 93 anni nella sua residenza romana, non è stato soltanto l’imperatore del rosso e il creatore di un’estetica senza tempo: è stato anche un uomo che ha scelto di condividere la propria quotidianità, il lavoro e gli affetti più intimi con i suoi cani, considerati a tutti gli effetti parte della sua famiglia.
Valentino, una vita di eleganza e fedeltà
Nato a Voghera nel 1932, Valentino ha costruito un impero partendo da un sogno coltivato fin da giovanissimo, sostenuto dalla famiglia e in particolare dai genitori e dalla sorella Vanda, presenza discreta ma costante nella sua vita.
Accanto a lui, per oltre sessant’anni, Giancarlo Giammetti ha rappresentato molto più di un socio: un compagno di vita, un punto fermo umano e professionale. In questo universo affettivo così ristretto e protetto, i cani hanno avuto un ruolo centrale, diventando presenze imprescindibili nel quotidiano dello stilista.
Valentino non ha mai nascosto di aver desiderato dei figli, ma di aver riversato questo istinto di cura e protezione proprio sui suoi animali. I cani erano con lui in casa, in atelier, durante i viaggi, trattati con attenzioni che riflettevano una sensibilità profonda e autentica.
I Carlini e i cani di Valentino, molto più che animali da compagnia
Tra tutti, i Carlini sono stati i protagonisti assoluti della vita privata di Valentino. Fedeli, rumorosi, ingombranti e amatissimi, lo hanno accompagnato per decenni, diventando quasi un simbolo del suo modo di essere.
Lo stilista li portava con sé anche sul luogo di lavoro, tra prove sartoriali e shooting fotografici, molto prima che il concetto di “pet-friendly” diventasse una tendenza. Per lui era naturale: i cani facevano parte della sua quotidianità e della sua serenità.
A loro dedicò persino una linea di moda, a dimostrazione di quanto questo legame fosse integrato nella sua identità creativa e personale. Collari personalizzati, cure veterinarie costanti, spostamenti organizzati come per veri membri della famiglia: nulla era lasciato al caso quando si trattava del benessere dei suoi animali.
La morte di Valentino segna la fine di un’epoca, ma lascia anche l’immagine di un uomo che, dietro il mito e il lusso, ha saputo costruire relazioni profonde e sincere, soprattutto con quei cani che non lo hanno mai lasciato solo. Un’eredità fatta di bellezza, sì, ma anche di affetto e dedizione silenziosa.