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Torino: peperoncino come repellente per cani, la negoziante si difende

peperoncino in polvere sparso in strada

Allerta a Torino per i padroni di cani: i negozianti spargono peperoncino in strada.

© Facebook @Satragno Pierluigi‎/Borgata Campidoglio - Torino

La negoziante che ha sparso il peperoncino in via Fiano, nei pressi della sua attività, si è giustificata asserendo che tutte le soluzioni trovate in precedenza non avevano funzionato: scopriamo di più.

Di Serena Esposito , 29 gen 2020

Torino, quartiere Campidoglio, via Fiano. Macchie di peperoncino in polvere appaiono attorno ai dissuasori di parcheggio e in prossimità delle attività commerciali, per allontanare i cani che possono produrre escrementi. 

La spezia è stata usata da una negoziante che si è dichiarata sfinita del ripetuto ritrovamento di deiezioni canine davanti al suo negozio, senza considerare quanto possa essere tossico per gli animali.

Pericolo per i cani

Come sostenuto dalla negoziante, il peperoncino servirebbe solo ad allontanare i cani, che sentendone l’odore ne sono disturbati e sono dissuasi dall’avvicinarvisi. Una scelta quindi che sembra volersi allontanare dai bocconi velenosi atti allo stesso scopo.

Purtroppo però, non è escluso che i cani di passaggio possano sporcarvisi le zampe e poi leccarle, o accidentalmente ingerire la spezia, per la quale il loro apparato gastrointestinale non è equipaggiato, e subirebbe danni non da poco alle mucose e alla fisiologia.

Le dichiarazioni della negoziante

La donna, dopo aver compiuto il gesto, ha ricevuto eloquenti critiche, che sfioravano la diffamazione, dalla comunità social del quartiere, ed è rimasta sconcertata.

Queste le sue dichiarazioni a Torino Today

«Dopo tre anni nei quali raccolgo feci e pulisco urina quotidianamente e dopo diversi cartelli presentati nel modo più cortese possibile e pulendo regolarmente in modo tale che 'Se trovo pulito, sarò meno propenso a lasciare sporco', ho provato ad adottare un metodo che potesse allontanare e non certo ledere in alcun modo i cani. Io stessa ho avuto animali in casa».

E continua: 

«Paragonare il peperoncino ai bocconcini avvelenati o con i chiodi non lo accetto affatto. È falso. Ho parlato in proposito proprio con i vigili. Ne viene fuori da questa storia squallida, la banalità del male. Secondo un tizio che commentava in chat, è normale usare la modalità dell'insulto e quindi non mi devo stupire. Questa gente che in parte è la stessa che lascia sporca la strada, abita nel quartiere. Chissà, se fossero loro a dover aprire una serranda e a dover fare attenzione a non imbrattarsi di deiezioni e urina. Il problema è diffuso in tutto il quartiere».

Sicuramente il problema che affligge questa negoziante è comune a molti altri suoi colleghi e in molte città d’Italia. Probabilmente l’installazione di telecamere e l’istituzione di sanzioni per i padroni negligenti potrà arginare il fenomeno.