Chi vive con un cane lo sa bene: durante la passeggiata, annusare e marcare non sono gesti casuali. Ma cosa comunicano davvero i cani quando urinano in un punto preciso, vicino o lontano da un odore?
Una nuova ricerca scientifica pubblicata su Scientific Reports ha cercato di rispondere a questa domanda, mostrando che dietro la pipì del cane si nasconde un linguaggio sofisticato, fatto di ormoni, emozioni e strategie cognitive. I risultati aiutano a capire meglio il comportamento dei nostri compagni a quattro zampe e possono cambiare anche il modo in cui interpretiamo certe reazioni durante le passeggiate.
La pipì come messaggio emotivo e sociale
Lo studio, condotto su cani maschi adulti, ha analizzato il comportamento di marcatura in risposta a due tipi di odori molto diversi: l’urina di una femmina in estro e quella di un maschio sconosciuto con comportamenti aggressivi.
I ricercatori non si sono limitati a osservare dove i cani urinavano, ma hanno anche misurato nei campioni di urina i livelli di ormoni e neurotrasmettitori legati allo stress, alla motivazione e alla flessibilità cognitiva, come cortisolo, ossitocina, testosterone, dopamina e noradrenalina.
È emerso che i cani non marcano tutti allo stesso modo: urinare molto vicino a un odore o farlo a distanza superiore ai due metri corrisponde a stati emotivi differenti. In particolare, le cosiddette “marcature a distanza” risultano associate a livelli più elevati di ormoni dello stress e a cambiamenti nei neurotrasmettitori che regolano attenzione e adattamento.
Stress, ormoni e strategie di evitamento
Uno dei risultati più interessanti riguarda il legame tra marcature lontane e stress. I cani che urinavano più distanti dall’odore, soprattutto quello del maschio aggressivo, mostravano livelli più alti di cortisolo e ossitocina, due sostanze coinvolte nella risposta allo stress. Secondo gli autori, questo comportamento potrebbe rappresentare una strategia di evitamento: il cane percepisce un potenziale pericolo e “comunica” la volontà di mantenere le distanze.
Anche la dopamina e la noradrenalina giocano un ruolo chiave. Livelli più alti di questi neurotrasmettitori sono stati associati a una maggiore flessibilità cognitiva, suggerendo che il cane stia adattando il proprio comportamento alla situazione. In pratica, urinare lontano potrebbe essere un messaggio chimico rivolto agli altri cani: “Ti ho percepito, ma preferisco non avvicinarmi”.
Cosa cambia per chi vive con un cane
Questi risultati aiutano a interpretare meglio certi comportamenti quotidiani. Un cane che sembra “evitare” un punto o marcare a distanza non sta semplicemente facendo il difficile, ma potrebbe reagire a uno stimolo percepito come stressante. Comprendere questo linguaggio invisibile può aiutare i proprietari a rispettare i tempi e le emozioni del cane, evitando di forzarlo durante le passeggiate.
La ricerca apre anche nuove prospettive sul benessere animale: osservare come e dove un cane marca potrebbe diventare uno strumento utile per valutare il suo stato emotivo. Ancora una volta, la scienza ci ricorda che i cani comunicano molto più di quanto immaginiamo, anche quando lo fanno… con la pipì.