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E se Micio fosse capace di rilevare un tumore?

© notKaro/Pixabay

I gatti possono aiutarci a capire (e curare) i tumori umani: lo studio che apre nuove strade

Di Anna Paola Bellini

Uno studio recente effettuato su 500 gatti rivela mutazioni genetiche simili a quelle dei tumori umani. Possibili nuove terapie condivise.

I nostri gatti non sono solo compagni di vita: potrebbero diventare alleati preziosi nella lotta contro il cancro. Un nuovo studio internazionale ha scoperto che molte delle mutazioni genetiche alla base dei tumori nei felini sono sorprendentemente simili a quelle che colpiscono gli esseri umani. Una scoperta che potrebbe aprire la strada a terapie innovative valide per entrambe le specie.

Mutazioni genetiche simili tra gatti e umani

La ricerca, pubblicata sulla rivista Science, è frutto della collaborazione tra l’Università di Berna, l’Ontario Veterinary College in Canada e il Wellcome Sanger Institute nel Regno Unito.

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Gli scienziati hanno analizzato i tessuti di circa 500 gatti provenienti da cinque Paesi, studiando quasi mille geni associati a tredici diverse forme tumorali, sia in tessuti malati sia in tessuti sani.

Il risultato è stato sorprendente: i cambiamenti genetici che innescano il cancro nei gatti domestici risultano molto simili a quelli osservati negli esseri umani. In particolare, per alcune forme tumorali, le mutazioni sembrano sovrapponibili, suggerendo l’esistenza di meccanismi biologici condivisi.

Tra i casi più significativi c’è quello dei tumori mammari. Il gene FBXW7, responsabile in almeno il 50% dei casi dello sviluppo del tumore nelle gatte, è associato anche nelle donne a una prognosi più sfavorevole nel carcinoma mammario.

Verso terapie comuni per animali e persone

Lo studio suggerisce che alcuni farmaci chemioterapici si sono dimostrati più efficaci contro i tumori mammari felini legati a questa specifica mutazione. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, i dati indicano una possibile strada terapeutica condivisa tra medicina veterinaria e medicina umana.

Le analogie genetiche non si limitano al tumore della mammella: mutazioni comuni sono state individuate anche nei tumori del sangue, delle ossa, dei polmoni, della pelle, dello stomaco, dell’intestino e del cervello.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda l’ambiente. I gatti domestici vivono nelle nostre case, respirano la nostra aria e sono esposti agli stessi fattori ambientali. Studiare il cancro nei felini potrebbe quindi aiutare a comprendere meglio anche l’impatto dell’ambiente sul rischio oncologico umano.

Gli studiosi parlano di approccio “One Medicine”, una visione integrata che promuove la condivisione di dati e conoscenze tra medicina umana e veterinaria. In futuro, alcune terapie sviluppate per l’uomo potrebbero essere sperimentate nei gatti, contribuendo a orientare gli studi clinici e accelerare la ricerca.

Per chi vive con un gatto, questa scoperta ha un doppio valore: non solo rafforza l’importanza della prevenzione e dei controlli veterinari, ma ricorda anche quanto la salute degli animali e quella delle persone siano profondamente connesse.
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