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Tumore nel gatto anziano: sintomi e aspettative di vita

gatto che dorme advice © Unsplash

Scoprire che il proprio gatto è malato non è piacevole, poi, se il gatto è anziano lo è ancor di più. Ecco come trattare il tumore nel gatto anziano.

Di Claudia Scarciolla

Il tumore nel gatto anziano è una malattia molto pericolosa che ha un’incidenza di circa 1 esemplare su 5. Esso può essere di forma maligna o benigna e può colpire diversi organi e funzioni vitali. Il cancro maligno è il più pericoloso in quanto, se non diagnosticato in tempo, può comportare il decesso dell’animale. Come si manifesta il cancro nei gatti? E qual è la loro aspettativa di vita?

Tipi di cancro nei gatti

Si parla di tumore nel gatto anziano in quanto, rispetto ad esemplari più giovani, sono più soggetti a sviluppare questo tipo di patologia. I gatti sono più predisposti a sviluppare alcuni tipi di tumore.

Tra i più comuni nei gatti si possono sviluppare i  linfomi, ossia forme di cancro che riguardano il sistema immunitario. Questi sono spesso causati dal virus della leucemia felina e possono colpire, in contemporanea, il sistema nervoso, l’intestino, reni e i linfonodi. Il carcinoma delle cellule squamose è un’altra forma di cancro ricorrente in questi animali. Esso colpisce i tessuti, in particolare naso, orecchie e bocca e può risultare molto difficile da diagnosticare. Mentre il sarcoma dei tessuti molli o fibrosarcoma, si sviluppa sottopelle, sui tessuti connettivi e presenta un decorso variabile. L’osteosarcoma, invece, è un tipo di tumore delle ossa, può creare danni non solo alla colonna e alle ossa, generando fratture, ma può anche svilupparsi sui linfonodi e polmoni. Vi è anche il carcinoma alle mammelle, che può svilupparsi anche se il gatto è stato sterilizzato e può colpire anche gli esemplari maschi.

Tra i tipi di cancro a cui bisogna porre maggiore attenzione vi è il mastocitoma, tumore della pelle che si evolve rapidamento ed è aggressivo, tanto da poter svilupparsi su tutto il corpo. Il carcinoma respiratorio e gli adenocarcinomi dell'intestino e del fegato.

Sintomi del cancro nei gatti

I sintomi che sono soliti manifestarsi per questo genere di patologia sono:

  • Rigonfiamenti cutanei o ossei
  • Perdita di sangue
  • Ferite purulente che faticano a rimarginarsi
  • Inappetenza e perdita di peso
  • Vomito e diarrea
  • Disturbi della respirazione
  • Cambiamenti comportamentali (depressione)
  • Miagolii strani
  • Distensione addominale
  • Debolezza
  • Alitosi
  • Aumento della salivazione
  • Itterizia

Difficili da riconoscere e diversi a seconda del tipo di cancro, i sintomi del tumore nel gatto sono spesso confusi con malattie frequenti, di poco conto. In tali casi, dinanzi l’insorgere di queste avvisaglie è sempre meglio consultare il proprio veterinario per poter agire in fretta con una diagnosi accurata e migliore prognosi della malattia.

Come viene diagnosticato il tumore nel gatto anziano?

Non risulta facile per un non specialista rendersi conto della presenza di questo male così subdolo qual è il cancro. Di qualunque tipo esso sia, non è mai una diagnosi facile da fare. In linea generale una semplice visita non basta a definire lo stato di salute in cui versa il gatto in caso di cancro. In base ai sintomi presentati dal gatto, quest’ultimo può essere sottoposto ad accertamenti più approfonditi quali: analisi del sangue (effettuare di frequente per i gatti in età adulta), raggi, TAC, risonanza ed elettrocardiogramma.

Cura e aspettativa di vita

La radio e chemioterapia, assieme all’intervento chirurgico sono le soluzioni più diffuse per poter curare il tumore nel gatto. La percentuale di risposta positiva a queste forme di trattamento è variabile e incerta. Tuttavia, se non diagnosticato in tempo (o in caso di tumori troppo aggressivi), è possibile che il veterinario decida di non trattare la patologia. Infatti, quando la qualità di vita del gatto è già compromessa, dall’età o dallo stato di salute generale, la diagnosi di un tumore potrebbe non dare aspettative di vita molto alte per cui, un accanimento terapeutico sarebbe inutile.

Di fatto, purtroppo, anche la prevenzione risulta difficile nonostante tutti gli sforzi che ogni proprietario può fare per garantire al gatto una buona qualità di vita. Quando tutto ciò accade, grazie all’aiuto del proprio veterinario di fiducia, si può provare a fare del proprio meglio per alleviare le sofferenze del proprio amico a quattro zampe. Amare il proprio gatto non comporta solamente battersi per lui per farlo stare bene, ma vuol dire anche lasciarlo andare quando è arrivato il suo momento.

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