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Oggi è la Giornata mondiale della gentilezza: elogio al gatto

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Un gatto sa essere gentile in un modo tutto suo.

© Pixabay

Oggi, in occasione della Giornata mondiale della gentilezza, vi parliamo del gatto: l’animale che sembra non essere gentile, ma che in realtà lo è tanto. A modo suo.

Di Anna Paola Bellini, 13 nov 2019

L’aria snob, con quel naso sempre all’insù, non rende i gatti noti per il loro essere gentili. Eppure le nostre tigri domestiche sanno essere dei veri campioni di gentilezza, a modo loro.

Un gatto non può essere certamente addomesticato come un cane, ma può al suo pari esser capace di offrire affetto ed amore ad un umano.

L’amore dei gatti per i padroni 

Si sente spesso parlare dell’amore dei padroni per i gatti, ma quasi mai del contrario, come mai? Forse perché il gatto resta comunque un animale estremamente indipendente, ma ciò non vuol necessariamente dire che sia incapace di donare affetto.

L’amore di un gatto si conquista giorno per giorno, lasciando il micio libero di esprimere tutta la sua regale sensualità felina saltando a destra e a manca. Un gatto non può essere domato e se sceglie di amare un umano, lo fa indipendentemente dalla quantità di cibo che questo gli procura (anche se, resta importante!). Un gatto, esattamente come un essere umano, è capace di simpatie ed antipatie, di sguardi moralizzatori e di solitarie indifferenze.

I gatti sono molto simili a noi, forse per questo, spesso ci dimentichiamo quanto siano - a modo loro - gentili. 

I gatti nella poesia

La grazia sinuosa delle loro movenze, il loro carattere solitario e i loro inaspettati slanci di affetto, hanno fatto dei gatti delle vere e proprie muse ispiratrici per un numero infinito di poeti.

Il più famoso, che ha scelto i felini come fonte di ispirazione è sicuramente Charles Baudelaire (1821-1867). L’autore de Les fleurs du mal ha, infatti, scritto diversi testi su questi animali che, esattamente come gli esseri umani, sono

«alla ricerca di silenzio e dell'orrore delle tenebre».

Perché il micio ha una parte oscura, ai limiti del subconscio, esattamente come noi. 

Anche Pablo Neruda (1904-1973) ha consacrato una poesia intera ai nostri amici felini. Nella sua Ode al gatto, il poeta cileno parla di come in principio tutti gli animali, uomo compreso, fossero imperfetti e di come solo il micio

«apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole».

Infine, anche Umberto Saba (1883-1957) ha consacrato un po’ della sua arte a tessere le lodi di una gatta (in La gatta, per l’appunto), da lui definita

«pazza, come una ragazza innamorata».